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Ha colpito anche nella provincia di Ragusa (oltre 20 le vittime da gennaio ad oggi) il temutissimo virus “Cryptolocker”. A mettere in guardia contro il virus che ha infettato molti computer è la polizia postale e delle comunicazioni, che proprio in queste ultime ore ha concluso un´operazione che ha permesso di sgominare un’organizzazione criminale.

Sono in tutto sette ragazzi, tra i 23 e i 27 anni, studenti o veri e propri professionisti del settore informatico. Secondo gli uomini della polizia postale di Trieste, sezione di Udine, sarebbero loro gli hacker responsabili di decine di estorsioni on line. Gli agenti li hanno denunciati per associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo informatico, estorsione e riciclaggio dei proventi illeciti.

La tecnica è quella ormai tristemente nota del «Cryptolocker», un virus mascherato da innocuo allegato Pdf riesce a bloccare tutti i documenti conservati nel computer.  Come funziona? L’ignaro utente riceve sulla propria casella di posta elettronica un messaggio che fornisce indicazioni su presunte spedizioni a suo favore, oppure contenente un link relativo ad un acquisto effettuato on line, anche da altri servizi. Aprendo l’allegato viene iniettato il virus che immediatamente cripta il contenuto delle memorie interne, anche quelle eventualmente collegati in rete.

A questo punto si realizza il vero e proprio ricatto dei criminali informatici, che richiedono il pagamento di una somma di denaro – in genere non meno di 300 euro – per aprire i file e rientrare in possesso dei propri documenti. La somma spesso deve essere girata in «Bitcoin»: una moneta virtuale che non viene controllata da alcuna autorità centrale, ma viene gestita autonomamente attraverso i siti di cambio (oggi un Btc vale poco meno di 220 euro).

La polizia postale ricorda quanto sia importante non cedere al ricatto, anche perché non è certo che dopo il pagamento vengano restituiti i file criptati. Sempre più spesso gli stessi hacker, che possono acquistare i programmi «Cryptolocker» direttamente on line, sono i primi a non conoscere la password per sbloccare i documenti.

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