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Assediati da un caldo umido e asfissiante ci siamo rifugiati (i più fortunati) nelle calde e immobili acque del Mediterraneo e, come accade sovente in Italia, approfittando della nostra umana debolezza, i nostri politici le hanno combinate grosse, e ci hanno preparato la immancabile pietanza “avvelenata”. Che a Roma si chiama “proposta di abolizione dell’IMU sulla prima casa”, strombazzata dal “giocoliere” Renzi; che a Palermo si chiama “legge per l’abolizione delle province”, propagandata dall’“agonizzante” Crocetta ; che a S.Croce si chiama “proposta rinvio sine die di riduzione/abolizione dell’IMU agricola”, votata dalla “maggioranza bulgara” del pubblico consesso . Fanno da contraltare a tematiche così scottanti (come l’asfalto di questi giorni) le varie sagre, serate musicali, tavole rotonde che si susseguono stancamente lungo la fascia costiera camarinense. Il tutto in esecuzione di un unico, preciso disegno criminoso: “distrarre il nemico, attaccarlo alle spalle e sconfiggerlo per sfinimento”. Chi sarebbe il nemico, vi chiederete voi? Il nemico è l’italiano onesto, che paga le tasse su ciò che ha capitalizzato con i propri sacrifici e con quelli dei propri familiari, che non appartiene a lobbies o “gruppi”, che, come unica arma di difesa, ha la propria forza di volontà e che, da alcuni anni, quando è chiamato alle urne ha deciso di non andare, restando a casa o andando in gita. Purtroppo, infatti, il cosiddetto disimpegno politico è solo un arma di difesa, impropria, sbagliata, ma inevitabile di cui i politici di professione beneficiano gratuitamente. Ebbene è a questo “nemico” che voglio rivolgermi esortandolo a non indietreggiare, a non rassegnarsi, a non abdicare. E ai politici che ancora svolgono il loro ruolo per servizio alla collettività chiedo di sdoganare la politica dalla burocrazia e dalla logica della dirigenzialità, di osare, andare contro ogni “se” e ogni “ma” , di ridare dignità e coraggio alla base, di non difendere interessi di categorie, bensì l’interesse comune, di essere creativi e fattivi, specie se quei politici hanno il volto e le sembianze di “donne del Sud”.

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