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Esposizioni, conferenze, degustazioni, cooking show. E ancora laboratori per ragazzi, spettacoli, concerti  e performance. È un programma variegato e fitto di appuntamenti quello presentato dall’Associazione  Nazionale Case della Memoria per la sua partecipazione a Expo 2015, dal 18 al 23 agosto.

Ospitata Fuori Salone, nei Chiostri dell’Umanitaria a Milano, l’associazione, che mette in rete le abitazioni appartenute ad alcuni dei più importanti personaggi della cultura e della storia italiana, porterà all’Esposizione Universale di Milano il progetto “A tavola con i grandi”, promosso proprio in occasione di Expo 2015. Il progetto, nato dal lavoro del Presidente Adriano Rigoli e del Vicepresidente dell’associazione Marco Capaccioli è sostenuto dal Coordinatore e Consulente della rete Nazionale, Giuseppe Nuccio Iacono.

Il Castello di Donnafugata sarà tra le Case della Memoria protagoniste a Milano per sei giorni, con tanti eventi, per scoprire da una prospettiva inedita il rapporto tra le Case-museo, i personaggi e la cultura gastronomica dei territori di riferimento. Ecco allora conferenze che si alterneranno a presentazioni di lavori culturali (libri, testi teatrali, opere d’arte, concerti) sull’argomento, cooking show dedicati a ricette legate al personaggio o al territorio di riferimento, aperitivi e degustazioni di prodotti a tema, merende tipiche di quando “i grandi erano piccoli”, laboratori per ragazzi e molto altro ancora.

In questa fitta serie di iniziative all’insegna del gusto, il Castello di Donnafugata che fa parte fin dal 2011 della rete Nazionale delle Case della memoria, si riconferma con la fattiva collaborazione del Comune di Ragusa, tra le presenze della Domenica 23 agosto con l’incontro “Il Banchetto del Gattopardo”.

In tale occasione saranno svelate dalla dott.ssa Elena Carcamo, le ricette originali di Giuseppe Tommasi di Lampedusa, illustrate nel suo libro. Tramite il Gattopardo si offrirà ai visitatori presenti del Salone Milanese uno spaccato che è tipico della Sicilia dell’Ottocento e che farà rivivere gli aspetti della vita quotidiana, legata al gusto (come il cibo e i piatti di una “cucina baronale”) esaltata dai Monsù. E i Monsù (Chef stellati del tempo) primeggiavano nelle cucine degli Arezzo di Donnafugata e nel territorio ragusano.

“Così come per tutte le Case-Museo – afferma Giuseppe Nuccio Iacono –  non bisogna mai fermarsi nel promuovere Donnafugata: lo chiede la cultura, lo chiede lo sviluppo turistico ed economico del territorio”.

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