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Prosegue a ritmi serrati l’attività di contrasto allo spaccio di  droga, in particolare di eroina, nel territorio della giurisdizione della Compagnia di Vittoria, che ha consentito, nel tardo pomeriggio di ieri, di trarre in arresto una donna corriere di origine tunisina, Baldi Nabiha, di 52 anni, sorpresa con oltre 70 grammi di eroina suddivisa in due ovuli.

Nello specifico, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, nell’ambito di apposita attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno notato la cittadina tunisina scendere da un pullman appena arrivato dal centro Italia in piazza V. Nenni a Vittoria e, dopo averlo monitorato nei movimenti, l’ hanno sottoposta a controllo e ad una perquisizione personale che, in un primo momento è risultata negativa. Tuttavia, il modo di fare della donna, molto nervosa ed agitata, ha insospettito ancor di più i Carabinieri che, dopo aver informato il sostituto procuratore di turno presso il Tribunale di Ragusa, hanno condotto il giovane presso l’Ospedale “Guzzardi” al fine di espletare accurati accertamenti medici. Il sospetto dei militari ha trovato fondamento quando, dagli esiti delle radiografie, è risultato che all’interno della cavità rettale vi erano due ovuli: una volta recuperati, sono risultati contenere eroina pura dal peso complessivo di oltre 70 grammi.

Condotta nella caserma di via Giuseppe Garibaldi, dopo le formalità di rito la 52enne è stato sottoposta agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, dottor Gaetano Scollo, dinanzi alla quale dovrà rispondere del reato di detenzione e trasporto di droga. Ora, al vaglio degli inquirenti, che stanno proseguendo le indagini, la posizione della tunisina, per accertare l’eventuale complicità di altri criminali, il canale di approvvigionamento e la destinazione, considerato che l’eroina pura recuperata, una volta tagliata, avrebbe fruttato un guadagno di svariate migliaia di euro: la sostanza stupefacente sequestrata è già stata inviata presso il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa al fine di stabilirne il principio attivo e il numero di dosi ricavabili.

L’attività messa in campo si inquadra nell’ambito dei servizi a largo raggio disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa, finalizzati alla prevenzione e alla repressione del fenomeno dello spaccio di droga, specie tra i giovani. Analoghi interventi proseguiranno nei prossimi giorni.

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