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Prosegue l’attività preventiva sul territorio della Compagnia di Vittoria, in particolar modo a favore delle fasce più deboli ed indifese della popolazione, quali donne, bambini e anziani. In tale ottica l’impegno dei militari dell’Arma volto a contrastare i fenomeni di violenza e di atti persecutori nei confronti delle donne, ha consentito di risolvere, negli ultimi tempi, più casi, restituendo alle vittime la speranza di poter vivere una vita serena, questo anche grazie alla collaborazione dei numerosi centri antiviolenza sulle donne che sono presenti sul territorio e ad una coscienza sociale più matura.

Nella giornata di ieri i Carabinieri della Compagnia di Vittoria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti di un vittoriese G. A. classe ’77, emessa dal Tribunale di Ragusa che ha concordato con le risultanze investigative dei militari, a seguito di una denuncia sporta dalla vittima, presso la Stazione Carabinieri di Vittoria.

La donna, una trentenne vittoriese, era ormai arrivata al limite della sopportazione. Continuava a subire minacce, coercizioni di ogni genere e veniva pedinata continuamente dallo “stalker”, atteggiamenti di violenza, questi, che hanno determinato nella donna un radicale cambiamento delle proprie abitudini di vita e un perenne stato d’ansia e di timore per la propria incolumità e per quella dei figli minori. Allo stalker, il Tribunale di Ragusa aveva già imposto il divieto di avvicinamento alla ex moglie, divieto tuttavia disatteso in più occasioni dallo stesso. Le indagini svolte dai Carabinieri hanno consentito alla magistratura iblea di emettere il provvedimento di custodia cautelare in carcere per i reati di atti persecutori, noto come “stalking” e di violenza sessuale, dei quali G. A. si è reso responsabile. L’attenzione delle Forze dell’Ordine resta alta sul fenomeno, in linea con le recenti misure introdotte per il contrasto della violenza in ambito familiare che prevedono una maggiore tutela delle donne, con nuovi tipi di aggravanti: la legge ha voluto tutelare l’incolumità individuale nell’ipotesi in cui violenza e minacce mettano in pericolo l’integrità psico-fisica della vittima.

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