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Hanno visto l’anziana donna, non autosufficiente e costantemente assistita dai parenti, che stava uscendo di casa accompagnata dal nipote. Hanno atteso che i due ignari si fossero allontanati da casa (dovevano recarsi a Ragusa per partecipare ai funerali di un parente deceduto), hanno letteralmente abbattuto la porta di ingresso della casa a pianterreno ed una volta dentro hanno rovistato dappertutto, preferendo alla fine impossessarsi di un televisore a led da 32 pollici, che in modo un po’ agitato hanno trasportato fuori dall’abitazione.
Poi si sono allontanati.

I rumori ed il tafferuglio sono stati notato da un vicino che prontamente, non rendendosi bene conto di cosa stava accadendo, ha comunque pensato bene di chiamare la polizia. La volante intervenuta sul posto immediatamente, ha constatato che la casa al pianterreno era stata “visitata” dai ladri. I poliziotti si sono messi subito alla ricerca dei malviventi, coadiuvati in modo fondamentale dalla collaborazione di alcuni cittadini che avevano visto tre ragazzi molto giovani allontanarsi da via Roma trasportando un voluminoso televisore che cercavano di nascondere alla vista dei passanti, pochissimi per la verità, atteso che il fatto è avvenuto alle 15,30.

Gli agenti sulla scorta delle prime informazioni acquisite concentravano i loro sospetti in particolare su un noto pregiudicato locale ed avevano conferma di ciò quando, dalle telecamere della videosorveglianza cittadina riuscivano a vedere le immagini che per un tratto avevano ripreso il sospettato in compagnia di altri due, al momento in corso di identificazione, proprio mentre trasportavano il televisore.

Non essendoci dubbi sulla identità del soggetto riconosciuto, gli agenti si recavano presso la sua abitazione dove, alla presenza del padre, eseguivano una perquisizione domiciliare, rinvenendo in camera da letto il televisore trafugato pochi minuti prima. A quel punto il soggetto veniva tratto in arresto. Si tratta di Giuseppe Di Modica (nella foto), vittoriese di 20 anni, con precedenti penali per reati contro il patrimonio, poi tradotto presso il carcere di Ragusa a diposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il televisore è stato immediatamente restituito alla vittima 79enne. Le indagini relative alla identificazione degli altri due complici sono tutt’ora in corso.

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