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Spunta un presunto alibi nella corsa di Veronica Panarello verso il processo che dovrà fare chiarezza sulla morte del piccolo Loris Stival. La donna di 26 anni, fin qui unica indagata per l’omicidio del figlio, è in carcere dal dicembre scorso. Ma nelle ultime ore sono emersi nuovi dettagli sulla sua “difesa”: cinque giorni dopo il delitto di Loris (avvenuto il 20 novembre scorso), la Panarello salì a bordo di un’auto “civetta” della Polizia per ripercorrere il tragitto – che però non trova riscontro nella ricostruzione delle telecamere di sorveglianza – fatto dalla donna la mattina dell’omicidio. Nel video girato dagli investigatori, a un certo punto, all’altezza di via Matteotti 66, si arriva davanti al bar “Orchidea”. E lei dice: «Quando quella mattina passai di qui c’era il marito della mia amica Consuelo che fumava sul marciapiede assieme a delle persone». L’uomo in questione si chiama Natale Ventura, titolare con la moglie di un bar che non è più in attività. Sentito dalla polizia, il potenziale alibi di Veronica è stato chiaro: «Non mi ricordo di averla vista passare». Pur ammettendo di essere «quasi certo» di «trovarsi lì quella mattina».

Si tratta, in realtà, della seconda persona che avrebbe potuto scagionare Veronica dall’accusa di omicidio. Prima del signor Natale, anche una vigilessa aveva dichiarato di aver visto la Polo nera di Veronica nei pressi della scuola del figlio, salvo poi ritrattare. E questa curiosa coincidenza viene sottolineata dall’avvocato difensore Francesco Villardita: “Ma può essere che questa ragazza è così fortunata? Dice di aver visto una vigilessa davanti alla scuola e la vigilessa conferma il passaggio. Poi, non ancora indagata, dice di aver visto il titolare del bar che fumava e lui conferma che la cosa è plausibile. Allora le cose sono due: o è una bugiarda fortunatissima, o è un’innocente sfortunatissima”. In attesa di sapere se Veronica mentiva o meno, lunedì 21 settembre sarà consegnata nell’aula del Gip della procura di Ragusa, Claudio Maggioni, la copia immagine dell’incidente probatorio con tutte le immagini estratte dalle telecamere di sorveglianza (per un totale di 13 terabyte).

E mentre Villardita spiega che «non sono orientato a chiedere il rito abbreviato, anche se mi riservo, dopo la visione della copia forense, la scelta del rito ordinario», la Procura nelle prossime settimane dovrebbe firmare la conclusione delle indagini e chiedere il rinvio a giudizio della donna. L’udienza preliminare potrebbe tenersi nei primi mesi del prossimo anno: con tutti gli elementi fin qui raccolti ma anche con “nuove prove pesanti” come emerge da fonti investigative. Si tratterebbe di nuovi video che inchioderebbero una volta di più la madre del piccolo Loris.

Un Commento

  1. elisabetta

    11 settembre 2015 a 14:57

    ….nuove prove schiaccianti….video che riprenderebbero….

    Scusate, fateci capire: come ci possono essere “nuovi video” se tutti i video di tutte le telecamere sono stati in questi mesi sotto trattamento informatico – quindi, congelati rispetto alla visione delle parti – per essere disponibili all’incidente probatorio???

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