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La Squadra Mobile e il Commissariato di Comiso continuano i controlli di contrasto al caporalato. Questa volta a Santa Croce Camerina tutto era in regola. La scorsa settimana a Vittoria ben 7 i braccianti agricoli irregolari identificati dalla Polizia di Stato unitamente agli Ispettori dell’Inps e dell’Ispettorato del lavoro durante i controlli a due aziende. La Squadra Mobile ed i Commissariati di zona stanno effettuando un capillare controllo delle aziende agricole e zootecniche della provincia iblea al fine di contrastare il fenomeno del caporalato ed ogni eventuale illecito. L’obiettivo è quello di reprimere ogni forma di sfruttamento dei lavoratori, indagando anche a 360° e facendo emergere ulteriori fattispecie di reato non denunciate. I lavoratori in genere ed in particolar modo le lavoratrici, anche straniere, non denunciano gravi fatti reato perché temono di perdere il proprio posto di lavoro. Può essere mal pagato e logorante, al punto di guadagnare pochi euro l’ora, ma è sempre un posto di lavoro. Questa la frate che gli uomini della Squadra Mobile registrano per la maggior parte dei casi durante le interviste investigative che vengono effettuate in questi casi.

L’obiettivo è quello di essere vicini a tutte le categorie di lavoratori, così da far loro comprendere che la Polizia di Stato, unitamente alle altre istituzione che vigilano quotidianamente sul rispetto delle norme a protezione dei lavoratori, è accanto a loro. I lavoratori devono potersi affidare, denunciando ciò che subiscono alla Squadra Mobile così come ai Commissariati di P.S. della zona dove risiedono. Venerdì alle 8 del mattino, poliziotti e ispettori del lavoro erano già davanti le aziende di Santa Croce, proprio per procedere con l’attenzione dovuta ai controlli programmati. Ben 15 i braccianti agricoli sottoposti a controllo in 4 distinte aziende e tutto è risultato regolare, sia dal punto di vista amministrativo per le modalità di impiego, che per la posizione regolare dei lavoratori stranieri. L’extracomunitario se impiegato senza un titolo di soggiorno, farebbe scattare una denuncia penale nei confronti dei titolari d’azienda.

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