Elettronica, Elettrodomestici, PC, Telefonia, Smartphone | Video Più Shop

Ci sono fatti e circostanze che, nel corso della vita delle persone, lasciano segni indelebili, il più delle volte sono vicende negative. Qualcuno ricorderà sicuramente una vicenda che ha scosso la comunità iblea: eravamo verso la fine del 2010, quando una notizia bomba è stata diffusa con grande clamore da tutta la stampa locale e nazionale. Era stato arrestato il Primario di Chirurgia dell’Ospedale Civile di Ragusa, il dott. Massimo Ignazio Civello, un luminare nel suo campo: l’accusa era di truffa, concussione, falsità materiale. Insieme al primario sono stati coinvolti anche i componenti della sua equipe, tre  medici e personale infermieristico. Ebbene, uno di questi medici era il dott. Carmelo Iozzia, santacrocese doc. Da quella vicenda sono passati cinque lunghi anni, un autentico tsunami ha travolto le carriere e soprattutto le vite delle persone coinvolte (loro malgrado). Il dott. Iozzia è stato trasferito all’Ospedale Maggiore di Modica, ha dovuto in fretta e furia raccogliere le sue cose dal reparto in cui aveva dato tutto quello che poteva e raggiungere la sua nuova destinazione, a testa bassa e con la morte nel cuore. Una lettera recapitata in questi giorni al professionista recita così: “Con riferimento alla richiesta dalla S.S. Stante il venir meno delle motivazioni poste a base dell’avvenuto trasferimento d’ufficio disposto con nota prot.n.47/C.S/RIS del 09/07/2013, con la presente si dispone la Sua assegnazione presso la U.O.C, di Chirurgia Generale de P.O di Ragusa, a far data del 16/09/2015.  Firmato: il Direttore Generale Dott. Maurizio Aricò.” Cosa significa tutto ciò? Il dott. Iozzia è  risultato completamente estraneo ai fatti che a suo tempo gli sono stati addebitati e quindi ritornerà ad occupare il posto che aveva dovuto abbandonare. Ci sono voluti cinque anni, cinque interminabili anni che gli hanno distrutto la vita, a lui e ai suoi familiari, seppur nella consapevolezza di avere la coscienza a posto. “Sono contento e sollevato, la giustizia ha trionfato, le mie origini santacrocesi e, la cultura dell’onestà inculcatami dai miei genitori, mi hanno forgiato onesto. Sapevo che prima o poi mi sarebbe stato restituito l’onore e il rispetto, anche se qualche timore in me c’è sempre stato, perché quando entri nel tritacarne sai come ci entri ma non sai come ne puoi uscire. Per fortuna tutto è andato come era logico che andasse, anche se qualche cicatrice è rimasta”. Queste le parole che a caldo Carmelo Iozzia ci ha confidato. Quello che ci ha colpito, durante la chiacchierata, quando lo abbiamo incontrato, è stato il suo essere orgoglioso di appartenere alla comunità santacrocese: “Una comunità sana, intrisa di valori, difficilmente riscontrabili altrove, una comunità in cui mi sono sempre ritrovato con immutato calore, malgrado tutto”. Da parte nostra auguriamo al dott. Iozzia di continuare ad essere quello che è sempre stato, un professionista serio e competente, ma sopratutto l’uomo vero che conosciamo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Guarda anche

Padre Angelo Strada compie 50 anni di sacerdozio: celebrazioni l’8 settembre

Il parroco uscente Arciprete don Angelo Strada compirà 50 anni dall’ordinazione sace…