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Un vittoriese di 40 anni, Massimiliano Cassisi, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Ragusa che lo hanno fermato nell’ambito di un posto di controllo sulla sp 85 in territorio di Santa Croce Camerina. L’uomo è sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno a Vittoria e non solo è stato fermato e controllato in un comune diverso da quello ove era obbligato a dimorare ma, al momento del controllo, era alla guida di un’autovettura privo di patente di guida, che gli era stata ritirata al momento della sottoposizione alla misura della sorveglianza speciale.

Lo stesso quindi commetteva il reato di guida senza patente poiché ritirata, contravvenendo in tal modo alle prescrizioni imposte con la misura di prevenzione cui era sottoposto, tra cui vi è quella di vivere onestamente e rispettare le leggi, oltre ad aver violato la misura dell’obbligo di soggiorno a Vittoria, poiché si trovava a Santa Croce Camerina. Come se non bastasse, alla lista di violazioni di legge commesse dal Cassisi, si aggiungeva pure che la macchina condotta dallo stesso era completamente priva di copertura assicurativa e non era neanche stata sottoposta alla revisione periodica, con il conseguente grave pericolo per la circolazione stradale derivante dall’utilizzo di un’auto priva dei requisiti di sicurezza e, in caso d’incidente, i relativi danni cagionati ai malcapitati di turno non sarebbero stati neanche risarciti proprio per la mancanza di copertura assicurativa. L’uomo è stato quindi tratto in arresto, secondo quanto previsto dalle norme del Codice Antimafia, per il reato di trasgressione alla prescrizioni imposte con misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno e, dopo le formalità di rito, su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica di Ragusa, dott.ssa Alessia La Placa, è stato associato presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari.

Massimiliano Cassisi non è neanche nuovo alle cronache locali, poiché già nell’anno 2006 veniva tratto in arresto nell’ambito dell’operazione “Machete”, con cui il Comando Provinciale dell’Arma, eseguendo numerose ordinanze di custodia cautelare emesse dalla D.D.A. di Catania, stroncò una vasto traffico di stupefacenti attuato da un’organizzazione criminale, nell’ambito della quale il Cassisi aveva il ruolo di referente per le zone di Comiso e Vittoria. Successivamente, nell’anno 2009, Massimiliano Cassisi viene nuovamente arrestato con il fratello Alessandro per il tentato omicidio dell’ex – moglie di quest’ultimo e dell’allora compagno della stessa, contro i quali i fratelli Cassisi, dopo averli aggrediti, esplosero anche colpi d’arma da fuoco senza per fortuna riuscire a colpirli. Proprio per tutti questi gravi reati il Cassisi era stato nel tempo più volte sottoposto a misure restrittive e di prevenzione, divenendo ben noto all’Arma locale e, infatti, i militari della Compagnia di Ragusa, non appena lo vedevano transitare immediatamente lo riconoscevo e lo sottoponevano al controllo all’esito del quale veniva arrestato.

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