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Sanità, altro treno perso

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Nell’ambito del nuovo Atto Aziendale (il documento che ha il compito di delineare la progettazione organizzativa della nuova azienda sanitaria per i prossimi anni), approvato dalla conferenza dei sindaci il 25 settembre, molti primi cittadini si sono impegnati con delle proposte che l’Azienda Sanitaria Provinciale ha in parte accolto. Le osservazioni riguardavano i criteri e gli indirizzi relativi al rafforzamento e lo sviluppo del ruolo dei Distretti Sanitari, della riorganizzazione della Rete Ospedaliera e dei servizi sul territorio (Poliambulatori).

A questi incontri, come documentato da foto e articoli, ha partecipato anche il sindaco di Santa Croce Franca Iurato per rappresentare e soprattutto tutelare la nostra comunità locale. Una occasione del genere doveva essere sfruttata per valorizzare la gamma dei servizi-socio sanitari attualmente esistenti nel territorio di Santa Croce (carenti sia dal punto di vista strutturale che organizzativi), potenziandoli e migliorandoli qualitativamente. Il potenziamento delle attività è motivato da un duplice ordine di esigenze: garantire migliori livelli assistenziali anche ai cittadini che durante la stagione estiva aumentano in modo esponenziale (circa 40.000 presenze) e ridurre i ricoveri inappropriati e i tempi delle liste d’attesa.

Considerata inoltre la forte vocazione agricola di tutto il territorio comunale e la numerosissima presenza di extracomunitari, il primo cittadino avrebbe dovuto richiedere anche l’ubicazione e il decentramento di alcuni servizi sanitari di prevenzione e cura già esistenti all’ASP 7 senza nessuna ulteriore spesa aggiuntiva, da collocare nella struttura sanitaria di Santa Croce che ha tanti spazi liberi e utilizzabili. Resta sempre attuale e incompiuta infine la problematica relativa alla sistemazione e al rifacimento con asfalto del manto stradale dell’area adiacente all’ingresso del Poliambulatorio (dopo la cessione definitiva dell’area) che da anni i cittadini aspettano.

In questo contesto naturalmente era necessaria – preventivamente – anche una discussione e un confronto con le istituzioni locali decentrate, con le categorie professionali ed economiche, con le realtà associative e culturali, con le forze sociali presenti nel territorio. E invece non è emerso alcun dibattito, nessuna condivisione sulle scelte o osservazioni (ammesso che siano state fatte). I fatti purtroppo dimostrano che nessun risultato è stato portato a casa dal primo cittadino. Ancora una volta la politica di partecipazione che faceva parte dei programmi del sindaco con la quale si “doveva dar voce a tutti” è stata disattesa, mentre emerge sempre di più la confusione e l’inadeguatezza di una classe politica sorda alle esigenze della città e imperterrita nel promuovere solo gli interessi di parte. E’ un’ennesima occasione persa per il nostro territorio, un altro treno che perdiamo, un altro contributo che viene a mancare, utile per soddisfare al meglio i bisogni e per migliorare la qualità della vita dei cittadini.

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