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I carabinieri delle Stazioni di Ragusa Ibla e Ragusa Principale hanno denunciato due torinesi per una truffa e una tentata truffa in danno di istituti religiosi di questa provincia. Entrambi i reati sono stati perpetrati nel corso della scorsa settimana. Nel primo caso una sorella di un convento di Vittoria si è presentata in caserma il tardo pomeriggio, dopo aver scoperto che l’INPS era chiusa. Il truffatore, infatti, le aveva dato appuntamento presso gli uffici ragusani dell’Istituto nazionale di previdenza dopo averle inviato una raccomandata con cui si richiedeva un versamento di più di duemila euro per sanare una situazione previdenziale di una consorella ormai defunta. La suora, recatasi alle poste di Vittoria, aveva spedito la somma con un vaglia postale e poi era salita a Ragusa per trattare la pratica all’INPS, ove però le hanno detto di essere completamente all’oscuro di tutto e di andare dai carabinieri poiché verosimilmente c’era stata una truffa. Appena giunta in caserma è stata portata alle poste a bloccare il vaglia. Blocco davvero in “zona cesarini” poiché dopo soli due minuti la donna è stata chiamata da un sedicente avvocato di Torino che le ha domandato conto e ragione del blocco del vaglia. Alle spiegazioni della sorella, l’uomo l’ha insultata e ha riagganciato.

Il giorno successivo l’altra vicenda, dall’epilogo purtroppo più triste, poiché le sorelle hanno perso i soldi, peraltro frutto di un prestito da parte di conoscenti. Una delle consorelle ha versato millecinquecento euro alle poste di Santa Croce Camerina in favore di un presunto avvocato di Settimo Torinese, che però questa volta è stato più lesto: pochi minuti dopo il vaglia ha incassato la somma. Arrivata all’INPS alle ore 19, la sorella ha ovviamente trovato chiuso e altro non le è rimasto da fare che percorrere la via Salvo D’Acquisto che separa l’INPS dai Carabinieri. Questa volta però purtroppo non c’è stato nulla da fare, i soldi erano volatilizzati. Alla povera vittima altro non è rimasto che presentare la denuncia. A questo punto i carabinieri si sono resi conto delle fortissime analogie tra i due casi concomitanti, soprattutto poiché in ambo i casi il vaglia era destinato all’ufficio postale di Settimo Torinese. Hanno identificato le persone dietro ai telefoni, i sedicenti avvocati, scoprendo che invece erano dei truffaldini di lungo corso, avvezzi da tempo a questo tipo di reato, un ventottenne e un ventitreenne residenti a Settimo Torinese e a Torino.

Anche se difficilmente la cifra sottratta sarà recuperata – l’indagato ha infatti dichiarato di non avere più i soldi poiché consegnati a uno sconosciuto per debiti (ma si sa, l’indagato è libero di mentire…) – i carabinieri hanno almeno potuto segnalare all’Autorità giudiziaria della Procura della Repubblica di Ivrea i due truffatori che, probabilmente hanno operato in concorso anche con altre persone, al momento ancora da individuare. I carabinieri raccomandano vivamente, prima di andare a pagare cifre richieste via posta (anche raccomandata) di verificare minuziosamente l’origine della richiesta, telefonando ai numeri telefonici degli uffici scriventi (INPS, Agenzia delle entrate, SERIT, Equitalia, ecc.) e soprattutto non mandando mai e assolutamente mai cifre per vaglia postale poiché nessuno di tali uffici incassa somme per vaglia postale ma solamente utilizzando il modulo F24 o i bollettini postali o i bonifici bancari. Sicuramente né l’INPS né altri uffici si avvalgono di fantomatici studi legali privati per gestire pratiche e/o incassare somme. L’attività dei carabinieri non è conclusa poiché ora stanno cercando di delineare meglio le responsabilità dei correi e di capire chi siano i loro complici e se la voce dei due sedicenti avvocati sia in realtà della stessa persona.

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