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Stavolta le pizze non c’entrano. Giuseppe Manera, che lunedì scorso, all’interno della sua attività di via Caucana, è stato coinvolto in una rissa con un paio di extracomunitari, ha subìto una nuova aggressione. Il fattaccio è accaduto nella tenuta agricola del fratello, in contrada Menta agro, a Ragusa. Protagonista un tunisino di circa 50 anni, che giovedì mattina, recatosi sul posto per chiedere un lavoro, ha improvvisamente sferrato un pugno a Manera e usato un taglierino metallico per procurargli una “ferita da taglio al volto”, come riporta il verbale di Pronto soccorso.

IL RIASSUNTO DI LUNEDI’ – Si tratta di una vendetta. Ma per capire meglio, facciamo un passo indietro. Lunedì sera, nella pizzeria di Manera, entrava un tunisino barcollante: ordinava una “baby patapizza” dal costo di 3 euro, pagava con due monete da 2 euro, ricevendo un euro di resto. Tornava dopo una ventina di minuti per ritirare la pizza, stavolta assieme a un amico. Entrambi barcollanti. “Mi ha chiesto di nuovo un euro di resto – spiega Manera a Santa Croce Web -, ma ho risposto di averglielo già dato. Anche l’amico ha cominciato a insultarmi in malo modo, così ho fatto il giro del bancone per cercare di riportarli alla calma. Ma improvvisamente il cliente mi ha lanciato il cartone della pizza in faccia, procurandomi anche una scottatura. L’altro, invece, mi aspettava fuori con un coltello, ma per fortuna è stato spintonato da altri clienti. Ne è nata una colluttazione, prima che arrivassero i carabinieri a constatare i fatti. L’uomo della pizza, allontanandosi, è anche caduto in modo maldestro facendosi male alla testa”.

LA SECONDA AGGRESSIONE – Sembra tutto archiviato con una denuncia ai carabinieri, ma giovedì mattina ecco il secondo episodio. Un tunisino, che Manera non ha riconosciuto come uno degli aggressori di qualche sera prima, gli tira un pugno sull’occhio (si nota bene l’ematoma) e punta il taglierino in faccia al pizzaiolo: “Ma tu sei quello dell’altra sera?!? Bravo, bravo”. Lo colpisce, poi scappa fra le serre: “Io e mio fratello non abbiamo avuto il tempo di reagire. Il sangue è schizzato fino alla gola, così ho deciso di andare al Pronto soccorso”. I medici gli hanno dato 7 giorni di prognosi. Manera, venerdì mattina, si è recato di nuovo in caserma per sporgere denuncia: “Era un tunisino sulla cinquantina – si legge anche nel verbale -, di corporatura robusta e coi capelli bianchi”. “Non conosco il nome, altrimenti lo avrei indicato ai carabinieri – aggiunge la vittima -. Ma è certo che questo sia un atto collegato a quanto avvenuto qualche sera prima. Sono fortemente amareggiato. Nessuno può aspettarsi che un perfetto sconosciuto si presenti a casa tua e ti minacci con un coltello”.

“INVITO TUTTI A DENUNCIARE” – Paura e amarezza si mischiano nel volto di quest’uomo, che non ha alcuna voglia di mollare. Anzi, le sue denunce vogliono essere un monito alla comunità di Santa Croce: “Bisogna denunciare i soprusi senza nascondersi, o in questa città non cambierà mai nulla. Ci sono 6, 7, 8 persone, tutte recidive, che stanno inquinando il quieto vivere. Non mi importa di che nazionalità siano, so soltanto che vanno puniti. Anche il sindaco mi ha promesso che farà tutto ciò che è in suo potere. Bisogna aumentare i controlli, perché è vergognoso che nessuno abbia più il coraggio di frequentare quella strada quando comincia a far buio. Dobbiamo restituire la libertà di uscire a donne e bambini, così non si può andare avanti. Per questo invito tutti a denunciare fatti così gravi. Ho aperto la mia attività da otto anni, in via Caucana è sempre un via vai di gente che non si regge in piedi o è sotto l’effetto di stupefacenti. Sono amareggiato, ma di mollare proprio non se ne parla. Speriamo che le autorità ci diano una mano”. Il livido si sta riassorbendo, il taglio è ancora evidente: parte da dietro l’orecchio e arriva fino al volto. Davvero incomprensibile.

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7 Commenti

  1. Antonello Firullo

    31 ottobre 2015 a 10:48

    Tutta la mia solidarietà al commerciante colpito ancora una volta da questi delinquenti che vanno presi e puniti. L’amministrazione comunale dov’è? Deve stare vicino ai suoi concittadini che peraltro pagano le tasse e mantengono il loro stipendio al comune. Vergogna!! E poi non ditemi che sono fascista, lo sono e ne vado fiero. Minchia!!!

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  2. cittadino

    31 ottobre 2015 a 11:15

    non ce sicurezza ,non ce rispetto ,,, le strade piene di loro , ,tunisini albanesi marochini non si puo camminare su marciapiedi , non si spostano un centimetro , che vergogna ……….,qui bisogna cambiare le leggi piu dure e piu rigide , e uguale per tutti ,chi viene trovato su marciapiedi senza documenti senza lavoro, residenza dovrebbe essere espulso dal italia …pagare una multa molto cara e lavorare gratis per la comunità un messe ecco …….. .

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  3. DUX71

    31 ottobre 2015 a 11:37

    Ronde di Squadristi h24 ecco la soluzione,l’amministrazione comunale è inesistente caro Antonello a meno che non si tratti di tasse e demolizioni abusive!!!

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  4. Mariuccia

    31 ottobre 2015 a 12:46

    Vergogna, S.Croce è un paese abbandonato a se stesso , talmente abbandonato che la sicurezza NON esiste!!!

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  5. Giuseppe

    1 novembre 2015 a 12:59

    Tutti prefetti e prossimi Ministri dell’Interno i commentatori. Complimenti, non perdete mai occasione per strumentalizzare anche un fatto increscioso. Sul tizio di Scicli non ho più nulla da aggiungere solo che mi viene il dubbio che voglia candidarsi qui a Santa Croce in futuro, magari a Scicli hanno già imparato a conoscerlo e lui emigra.
    Solidarietà al signor Manera. Saluti

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  6. Fabio

    2 novembre 2015 a 11:47

    S.Croce è diventato un paese vergognoso, sporco , incivile, degradato, è una roba spaventosa. Per non parlare poi di tutti quei tunisini che urinano davanti le porte delle case. Disgustoso!!!

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  7. Cettina

    2 novembre 2015 a 11:53

    Voglio vedere come andrà a finire. Per le strade di S.Croce ci sono solo tunisini. Mi ricordo che una volta , i fine settimana la strada di vittoria,veniva chiusa con le transenne per il passeggio dei ragazzi , adesso invece è diventata proprietà privata dei tunisini. Che squallore, sono diventati i padroni

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