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A quasi un anno dalla morte del suo piccolo Loris, Veronica Panarello – accusata di omicidio aggravato e occultamento di cadavere – è tornata a parlare con il marito Davide di quella mattina maledetta. Finora la donna aveva sempre sostenuto di aver accompagnato il figlio di 8 anni a scuola. Adesso, a distanza di mesi, ritratta: “Quella mattina il bambino io non l’ho accompagnato a scuola – ha confidato la Panarello al marito durante un colloquio presso il carcere di Agrigento avvenuto venerdì – Ma non l’ho ammazzato io. Ho un buco, mi ricordo solo questo: non ti basta? Ora stammi vicino…”. Già nel corso dell’incontro del 6 gennaio scorso, come rilevato da un’intercettazione ambientale, la donna aveva espresso qualche dubbio parlando con il coniuge: “Può essere che hai ragione tu, può essere che io mi ricordi di averlo lasciato a scuola, ma che invece lui sia rientrato a casa. Ma quando sono tornata non c’era più. E se mi ricordassi la scena del giorno prima?”.

Adesso la Panarello ha ammesso di essere “confusa”. Ha spiegato, come riporta ‘La Sicilia’ nella sua ricostruzione, che “quella mattina il bambino io non l’ho accompagnato a scuola”, Loris “è salito a casa da solo, usando il portachiavi con l’orsacchiotto”, che la donna aveva detto di avere lasciato a casa. Poi spiega di essere tornata a casa perché “dovevo prendere un passeggino da regalare a un’amica”. Che cosa abbia fatto in casa, però, ha detto di “non ricordarlo, di avere un buco” nella memoria. “Sono confusa – ha ripetuto – ho tante cose che mi girano per la testa”. Ma alla domanda marito se sia stata lei a uccidere Loris, è stata categorica: “No, non sono stata io. Non avevo nessun motivo per farlo. Mi ricordo solo quello che ti ho detto, non ti basta? Ora stammi vicino…”.

LA SMENTITA DELLA PROCURA
La Procura di Ragusa, nella persona del procuratore capo Carmelo Petralia, ha smentito le dichiarazioni attribuite a Veronica Panarello, secondo cui la donna avrebbe confessato al marito di non aver portato Loris a scuola la mattina del 29 novembre scorso. Il quotidiano ‘La Sicilia’, nella sua ricostruzione pubblicata martedì, accenna anche a un diverbio avvenuto in carcere fra la Panarello e il suo avvocato Francesco Villardita. Ma è il legale a smentire l’ipotesi di una revoca del suo incarico: “C’è piena sintonia con la mia assistita e io, nel pieno rispetto del mandato defensoriale, seguirò la linea processuale concordata con lei». Si procederà a rito ordinario o a rito abbreviato (pur senza confessione)? «Nessuna ipotesi è preclusa – si limita a dire il penalista – e la decisione la assumeremo assieme, io e la signora Panarello, prima dell’udienza preliminare, dove io personalmente scioglierò la riserva, comunicando la strategia processuale decisa».

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