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Si è svolto venerdì un interrogatorio fiume (durato 7 ore) di Veronica Panarello presso il carcere di Agrigento. La donna ha chiesto e ottenuto di poter parlare con il sostituto procuratore di Ragusa, Marco Rota, alla presenza del suo avvocato Francesco Villardita. La donna ha confermato le indiscrezioni di stampa che riferivano di una confessione al marito Davide Stival durante l’ultimo colloquio in carcere: “Loris non l’ho ucciso io” ha ribadito la donna al pm. Poi ha anche ammesso di “non averlo accompagnato a scuola”, ma che il giorno in cui è stato ucciso il bambino “è salito a casa con le chiavi” che gli ha dato lei. Poi, ha aggiunto, di “avere un buco e di non ricordare”.

Venerdì scorso, durante un colloquio con il marito Davide Stival, la donna aveva confessato per la prima volta di non aver accompagnato Loris a scuola la mattina del 29 novembre scorso, giorno in cui il corpo del bambino è stato ritrovato senza vita al Mulino vecchio. Il 20 novembre la Panarello comparirà di fronte al Gup di Ragusa per l’udienza preliminare. Intanto l’avvocato Francesco Villardita, legale di Veronica Panarello, chiede il “silenzio stampa” sulla sua assistita e annuncia: “Non farò più alcuna dichiarazione fino all’udienza preliminare”. Alle domande dei cronisti su come sta Veronica o se farà ricorso a riti alternativi, il penalista replica: “Nessun commento”. “E’ stata una giornata pesante – ha affermato – dopo 12 ore in carcere. Voi potete fare tutte le ipotesi che volete, io non parlo”.

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