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Veronica Panarello torna in aula giovedì mattina per l’udienza preliminare rinviata lo scorso 20 novembre. La donna, accusata fin qui dell’omicidio del figlio Loris, 8 anni, comparirà davanti al Gup di Ragusa Andrea Reale, che si pronuncerà sul rinvio a giudizio. La Panarello, un paio di settimane fa, ha fornito una diversa verità riguardante gli avvenimenti del 29 novembre 2014. Secondo la donna, che per la prima volta ha ammesso di non aver accompagnato il figlio a scuola, Loris si sarebbe strangolato da solo con delle fascette da elettricista. Veronica ha ribadito di non essere stata lei a uccidere il piccolo, ma solo di averne scaricato il corpo nel canalone perché in preda al panico: “Loris, la sera prima di morire, ha giocato con alcune fascette di plastica, con le quali si era legato le mani – spiega la Panarello nella sua ricostruzione -. Questo spiega perché quando è stato trovato morto aveva dei segni sui polsi. La mattina successiva stava giocando con le stesse fascette e se n’è stretta una intorno al collo”. Ma il settimanale ‘Giallo’ ha reso noto il referto dell’autopsia eseguita dal dottor Giuseppe Iuvara. E la verità sarebbe un’altra: “Risulta assolutamente verosimile l’ipotesi di una contenzione attuata con lo stesso mezzo usato per lo strangolamento, ma applicato solo in una fase di grave compromissione di coscienza, ovvero a funzioni vitali ormai irrimediabilmente compromesse”. Cioé, a Loris sarebbero stati stretti i polsi soltanto in un momento successivo allo strangolamento. E non la sera prima.

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