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LETTERA A BABBO NATALE

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Caro Babbo Natale, tu che sei il simbolo del Natale laico e pluralista (così non si inqueteranno né i cattolici, né i musulmani, né gli ebrei né i protestanti né tutto il resto), potresti portare un sacco pieno dei doni di cui il 2015 ci ha privato? Il terrorismo islamico dell’ISIS ha compromesso la nostra la libertà di viaggiare, di lavorare, di svagarci, di abbattere le frontiere dell’odio religioso: porta la stabilità politica nel mondo musulmano e fa in modo che l’Occidente non sia il capro espiatorio di tutti i mali dell’Umanità! Le scelte politiche dei nostri governanti hanno fiaccato economicamente ed eticamente gli italiani ed, in particolare, i siciliani onesti: il precariato istituzionalizzato (leggasi Jobs Act); il tatticismo politico (ieri tutti berlusconiani oggi tutti renziani!); la burocratizzazione mai debellata; la spartizione delle poltrone; l’uso improprio del danaro pubblico; l’abitudine a privilegiare i propri parenti ed amici nella gestione della res publica (cioè di un bene che è di tutti); il malcostume di aggirare i veti se si è “potenti” e di imporli tacitamente ai “signor Nessuno” di turno, ragion per cui Renzi può salvare la sua “pupilla”(??) Boschi per l’affaire Banca Etruria ma un pensionato può perdere i risparmi e anche la vita per lo stesso motivo, Crocetta può fare il bagno a dicembre mentre nessun altro siciliano può senza incorrere in una sanzione amministrativa, l’attuale giunta Iurato può abbattere un bene che (storico o no) era indubbiamente parte integrante e sostanziale della storia patria santacrocese (id est la regia dogana) laddove il semplice cittadino subisce un processo penale (e quindi viene trattato come un comune delinquente) se solo si azzarda a metter un mattone in più sulla propria abitazione (dicasi abusivismo edilizio). Queste scelte hanno contribuito a mantenere il destino di molti nelle mani (non pulite) di pochi: caro Babbo Natale, porta la questione morale al centro del dibattito politico, porta la meritocrazia come criterio unico ed imprescindibile di giudizio e di scelta, porta l’opportunità di trovare e cambiare lavoro come obiettivo di crescita sociale, porta i diritti civili delle minoranze come dono dei più forti ai più deboli. La perdita della propria identità storico-culturale ha stravolto il concetto di Nazione: essere italiano solo in quanto nato in qualsiasi punto dello Stivale anzichè aver introitato il linguaggio (non la Lingua), le tradizioni (non solo la Storia), la genesi (non solo l’evoluzione) della propria Patria, ha indebolito le radici di un Popolo: porta l’integrazione come regalo a chi vuole essere italiano, non come fardello a chi già lo è e si comporta come tale; porta la parità di opportunità come dono alle persone, a prescindere dall’essere maschi o femmine, cittadini o cittadine, lavoratori o lavoratrici, madri o padri; porta la tolleranza come regalo di chi la pratica da secoli attraverso la cultura a chi ancora la rifiuta a causa dell’ignoranza. Caro Babbo Natale dacci un motivo per festeggiare il nuovo anno che si avvicina.

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Redazione

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