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Non ci sarebbe Veronica Panarello alla guida della Polo nera che la mattina del 29 novembre 2014 esce dal box della palazzina di via Garibaldi – dove viveva il piccolo Loris con la famiglia – e si reca preso il mulino vecchio. Secondo l’ingegnere informatico Marcello Locurto, che ha analizzato i video delle telecamere di sorveglianza con maniacale curiosità, alla guida c’è una sagoma con i capelli rasati, molto probabilmente un uomo. La stessa sagoma viene individuata dall’esperto nelle immagini che, alle 8.47, ritraggono la Polo mentre torna a casa e fa marcia indietro per rientrare nel box. Un’operazione che Veronica non era solita fare e che, quella mattina, con ogni probabilità, le servì per sistemare il corpo del piccolo Loris in auto senza essere vista. Stavolta, però, la sagoma nera sarebbe presente sul sedile posteriore e non alla guida come succede dopo, alle 9.23, quando l’auto si rimette in corsa verso il mulino dove sarà occultato il cadavere. Le nuove rivelazioni, fornite dalla trasmissione Mattino Cinque, restano tutte da dimostrare. Nei frame mandati in onda, infatti, è praticamente impossibile cogliere con esattezza la natura della sagoma ‘incriminata’. Se davvero non si trattasse di Veronica Panarello, tornerebbe in auge l’ipotesi del complice, che la Procura nelle sue accuse sembra aver scongiurato.

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