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Ragusa, trecento persone scendono in piazza per dire sì alle unioni civili

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Il 23 gennaio si è tenuta in numerose città italiane una mobilitazione nazionale per chiedere il pieno riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali e delle loro famiglie promossa dalle associazioni LGBT (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit), in vista della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili, “scendiamo in piazza per chiedere che la legge sulle unioni civili, che verrà discussa in Senato il 26 gennaio, venga approvata senza alcuna mediazione al ribasso”.

Anche Ragusa ha aderito all’iniziativa , dove in piazza San Giovanni (con un gazebo per la raccolta di firme, poi il momento delle sveglie) almeno trecento persone hanno partecipato all’evento promosso da Agedo e Arcigay per ricordare che, dopo anni di pregiudizi e sterili discussioni, è finalmente arrivata l’ora di essere civili. La manifestazione di piazza San Giovanni è andata al di là delle più rosee aspettative, con tanti cittadini pronti a dare il proprio sostegno a una legge di civiltà. Ad organizzarla le associazioni Arcigay Ragusa e Agedo Ragusa in collaborazione con Amnesty International gruppo 228, Pax Christi, Fitzcarraldo, Formamente, Centro Educazione alla Pace, Nemoprofeta, UAAR, Generazione Zero, Libellula Ragusa, il Sindacato USB (Unione Sindacale di Base) e NOMUOS.

“Non è più possibile – avevano spiegato i presidenti di Arcigay e Agedo Ragusa, rispettivamente Emanuele Micilotta e Anna Battaglia – che in Italia non sia previsto un riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni”.

(Foto di Ilenia Di Raimondo)

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