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Qualche mese addietro vi avevamo presentato in anteprima una mini opera (solo per dimensioni) del maestro Nino Barone: si trattava di una mano trafitta da un chiodo che rappresentava la “Passione di Cristo”. Ebbene, Barone l’ha pensata e forgiata con l’intento di regalarla a Papa Francesco e il sogno ha preso forma sabato 6 febbraio, sotto l’occhio di varie telecamere che seguivano in diretta l’arrivo delle spoglie di San Padre Pio a piazza San Pietro. Il maestro Nino era giunto a Roma con altri 50 compaesani, facenti parte del “Gruppo di Preghiera” del Santo di Pietralcina. Naturalmente, Barone aveva in mano il lasciapassare fornitogli a suo tempo dalla Gendarmeria Vaticana ed è stato fatto accomodare in prima fila lungo il percorso che il Pontefice avrebbe seguito con la papamobile. Ancora in preda ad una forte emozione, l’artista, di ritorno da Roma, ci racconta l’avvenimento della consegna dell’opera che gli ha cambiato la vita. “Un sogno che si è avverato! Quando il Santo Padre, a bordo della papamobile, si è avvicinato, appena ha scorto la statuetta ha avuto una espressione di stupore, ha benedetto gli astanti, quindi il sottoscritto e mia moglie e anche l’opera. Rallentando, una guardia del corpo l’ha presa in consegna e l’ha consegnata al Pontefice. Beh, non nascondo di aver pianto, sopraffatto dall’emozione. Questo avvenimento mi ripaga dalle amarezze e dalle malignità che ho dovuto subire da parte di qualcuno. Intanto, in un altro punto di piazza San Pietro, le telecamere di Raiuno, in mezzo a centinaia di migliaia di persone presenti, si vanno a soffermare proprio sul “gruppo di Preghiera” dei santacrocesi. Vengono intervistati, fra gli altri, Vincenzo Zisa e Vincenzo Vittoria, che raccontano il motivo del loro pellegrinaggio a Roma, anche per assistere alla consegna del frutto della devozione di Nino Barone. Intanto le immagini fanno il giro del mondo e con grande sorpresa mi chiamano subito mia figlia e mio genero che si trovano a Dubai, negli Emirati Arabi, dicendomi che hanno visto tutto e che sono felici della realizzazione del mio sogno. Insomma, emozioni a non finire. Adesso la mia opera sarà nel posto che merita e che il Santo Padre ha voluto concedermi, sulla sua scrivania, nel suo studio privato”. Queste sono soddisfazioni: siamo contenti e felici per questo bellissimo epilogo che resterà impresso in maniera indelebile nella memoria dei protagonisti di questa gratificante storia.

 Mano di Cristo

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