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Si è tenuto martedì pomeriggio in biblioteca, di fronte a una nutrita platea di produttori agricoli, un incontro per discutere della crisi del comparto. Erano presenti, oltre al sindaco Franca Iurato e al presidente del Consiglio Carmelo Portelli, anche il deputato regionale Pippo Di Giacomo e l’europarlamentare Michela Giuffrida, entrambi esponenti del Partito Democratico. Mentre i costi di produzioni sono rimasti elevati, i prezzi, al momento della vendita, hanno fatto registrare un crollo verticale. Il settore è al collasso, come dimostra un dato su tutti: dal 2000 al 2010 le aziende agricole presenti nel Ragusano si sono praticamente dimezzate, passando da 24mila a 13mila. Nell’appello rivolto dal sindaco Iurato e da tutti i sindaci della fascia trasformata all’onorevole Giuffrida, come si legge nel documento, è di farsi “portavoce – in Europa e in tutte le sedi preposte – delle nostre legittime rimostranze e dell’urgente necessità di salvaguardare la nostra agricoltura avanzata, fiore all’occhiello e maggiore risorsa dell’economia siciliana”.

Gli agricoltori siciliani da tempo puntano il dito contro l’accordo UE-Marocco, che liberalizza il commercio dei prodotti marocchini in Europa e l’abbattimento della tariffe doganali: “Non sono qui per illudervi – ha spiegato la Giuffrida, che è l’unico membro siciliano della Commissione agricoltura del Parlamento Europeo -. L’accordo è penalizzante, ma metterlo in discussione è impossibile. Semmai, bisogna tirare in ballo delle clausole di salvaguardia che riescano ad attutirne gli effetti sulla nostra agricoltura. Da quando mi sono insediata in Commissione, mi sono già mossa presentando un’interrogazione in via urgente per conoscere come l’Europa intende affrontare la crisi, se e quali misure di salvaguardia intende adottare. Voglio portare in Sicilia il commissario europeo per l’Agricoltura e mostrargli la sofferenza di questa fantastica terra. Inoltre, ho deciso di votare no alla proposta di Mogherini, che, per aiutare la falcidiata economia tunisina, ha pensato di importare in Europa anche settanta tonnellate di olio in due anni a dazio zero. Siamo dello stesso partito, probabilmente l’accordo passerà lo stesso, ma io dico no. Se riusciremo ad ottenere in tempi brevi il marchio IGP per l’olio siciliano, resisteremo anche a questo”.

Nella fase finale del convegno, il portavoce del Gruppo Agricoltori, Guglielmo Occhipinti, ha cercato di tenere desta l’attenzione del deputato europeo: “La politica non tutela l’agricoltura, il malato sta morendo. Le belle parole non ci bastano più. Servono delle soluzioni e voi dovete trovarle. Noi non abbiamo tempo perché ci svegliamo tutte le mattine e andiamo a lavorare. Tocca a voi darci le giuste garanzie, sconfiggere la concorrenza sleale, valorizzare i prodotti italiani”. Poi, ai nostri microfoni, Occhipinti ha rincarato la dose: “Avrei voluto chiedere all’onorevole, ma non c’è stato tempo, se oggi consiglierebbe al proprio figlio di fare l’agricoltore… Noi non riusciamo a competere con gli altri paesi a queste condizioni. La grande distribuzione produce dove costa meno, come nei paesi del nord-Africa, e vende qui da noi. Il risultato è che i produttori vendono la merce a 30 centesimi al chilo e nei supermercati sotto casa la ritrovano a 2 euro. Non viene garantito un equilibrio di mercato: che sistema è questo? Ma i politici, purtroppo, vivono questa situazione solo di riflesso. Molti prodotti, come arance, limoni e lo stesso pomodoro di Pachino, che vanta un marchio di qualità, rimangono invenduti. Se stessimo bene, non verremmo qui a piagnucolare. E oggi i santacrocesi sono stati educati perché, nonostante uscissimo da questo dibattito con le gambe spezzate, nessuno ha detto nulla. Ma a volte l’ira dei buoni è peggiore dell’ira dei violenti”.

Il dibattito in pratica non c’è mai stato. L’onorevole Giuffrida, infatti, non ha risposto a un paio di osservazioni giunte dalla platea per problemi di tempistica (doveva recarsi a Vittoria per un secondo incontro). Di Giacomo, inaugurando i lavori, aveva spiegato che se a Ragusa “l’agricoltura scricchiola, si intacca la vita di 100mila persone. L’amministrazione di Santa Croce, con la promozione di un marchio di qualità, ha provato a valorizzare il sistema ma rischia di infrangersi sulla concorrenza sleale che arriva dall’estero. Da soli i nostri produttori non possono farcela. Chiedono pari opportunità e un sistema di credito per superare le difficoltà del momento. Il PD ci mette la faccia e non si nasconde”. I campanilismi, agli agricoltori, non sembrano interessare granché. Erano in biblioteca per ottenere delle risposte e a stento sono riusciti a fare delle domande: “E’ la solita storia – osserva qualcuno -, le solite prese in giro”.

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Un Commento

  1. rosario pluchino

    9 febbraio 2016 a 21:38

    Ma in questa assemblea tutta del PD che riconosce e si assume responsabilmente …la responsabilità (scusate la cacofonia) del fallimento in toto della politica sull’agricoltura … che ci fa il presidente del consiglio e i consiglieri “di opposizione”?.
    E che fosse una riflessione tutta interna del PD lo dimostra il fatto che era presente solo l deputato PD.
    Meritano appena un minuto di riflessione le dichiarazioni del sig. Occhipinti , che ha certamente ragione di lamentarsi con i suoi rappresentanti politici .
    Chi la mattina si sveglia e va a lavorare giustamente pretende che “altri ” trovino le soluzioni al suo problema.
    Curarsi solo ed esclusivamente del proprio orticello e è nel DNA.
    rosario pluchino

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