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Doveva essere, nelle intenzioni degli organizzatori, un incontro per discutere della crisi del comparto agricolo. Si è rivelato un contenitore di problematiche addirittura peggiore: la totale assenza di risposte da parte delle istituzioni ai quesiti dei produttori, ha fatto riemergere, più forte che mai, l’incapacità e l’inefficienza della politica. All’urlo – sommesso e appena abbozzato dei presenti in sala – l’onorevole Michela Giuffrida, europarlamentare del PD e membro della commissione Agricoltura, non ha potuto dare ascolto per problemi di tempistica (per intenderci, doveva “fuggire” a Vittoria per un altro incontro, simile al primo). “Forse non ha voluto – contrattacca Carmelo Portelli, presidente del Consiglio comunale -. Le domande danno sempre fastidio, specialmente quando non si hanno risposte adeguate. Poteva essere un incontro costruttivo, si è rivelata una passerella politica. Non è giusto speculare sui voti della gente e su quelli degli agricoltori. Il territorio si era presentato unito – maggioranza e opposizione – per presentare delle istanze. Ma non ci hanno fatto aprir bocca”.

Anche lei è un rappresentante politico…
“Sì, ma a livello locale lo ritengo quasi un hobby. Siamo sul campo di battaglia, ma senza armi a disposizione. Il sindaco si era impegnato a organizzare un incontro con un importante referente istituzionale, era l’occasione giusta per dire le cose come stanno. E invece, dopo un discorso prettamente politico, di cui a tratti ho apprezzato la sincerità, l’onorevole Giuffrida è andata via. Dice bene Guglielmo Occhipinti: un malato va ascoltato e possibilmente aiutato”.

Visto l’esito della discussione, qualcuno ha contestato la presenza dell’opposizione a un incontro organizzato dal Pd.
“Non mi interessa. Era giusto esserci. Il territorio, di fronte a problematiche così grandi e urgenti, deve presentarsi compatto. Non esistono i colori politici, esiste solo il buonsenso. Io e molti consiglieri d’opposizione eravamo lì a rappresentare il territorio e provare a difenderlo”

Gli agricoltori sono “incazzati” perché, in virtù dell’accordo UE-Marocco di qualche anno fa, non riescono più a vendere i loro prodotti. La concorrenza sleale è la causa di tutti i mali?
“E’ la causa principale. La globalizzazione, secondo me, non ha portato alcun beneficio all’agricoltura. A livello di tassazione e inquadramenti sindacali non possiamo competere con il Marocco. Anche i controlli, dall’altra parte del Mediterraneo, sono carenti. La grande distribuzione non tiene conto della qualità, ma del prezzo. E investe laddove i costi di produzione sono minori e si possono trarre dei profitti”.

L’ingresso dei prodotti marocchini non può essere contrastato. L’onorevole Giuffrida, pur con rammarico, ha detto che è impossibile rivedere il trattato.
“E’ una conclusione inaccettabile. Quegli accordi non sono il frutto di una imposizione divina, ma di una decisione della politica. Perché la politica non può rimediare ai suoi errori? Troppo facile prendersela con i contadini siciliani… La mia impressione è che non si voglia intervenire per evitare di disturbare i poteri forti. In Marocco operano molte multinazionali, alcune delle quali a partecipazione italiana. Già, meglio prendersela con i contadini siciliani…”.

Manca, secondo lei, la volontà politica di intervenire?
“Non ci sono altre spiegazioni. Ma se è così lo dicano. E’ inutile dissociarsi o annunciare voto contrario su provvedimenti che il resto del tuo partito, in Europa, sceglie di votare. Le battaglie vanno condotte dall’interno, in nome dei valori in cui si dice di credere. L’onorevole Giuffrida ha detto di amare la Sicilia e sposare le istanze del suo popolo. Lo dimostri con un’azione forte, non limitandosi a fare campagna elettorale”.

La Giuffrida ha anche annunciato che, probabilmente, su proposta dell’alto rappresentante dell’Unione Europea Federica Mogherina, sarà approvato un provvedimento che prevede l’ingresso dell’olio tunisino a dazio zero. Della serie: ci voleva anche questa…
“Trovo assurdo che un’italiana, braccio destro di Renzi, elemento di spicco del Partito Democratico, proponga una soluzione per risollevare l’economia tunisina e falcidiare quella siciliana. Io davvero non capisco. L’onorevole Giuffrida, durante la discussione, avrebbe dovuto prendere da parte la Mogherini e farle un discorsetto. In questo modo avrebbe dato un segnale a tutti i siciliani che producono olio. Invece si limita ad annunciare il suo voto contrario. Questa è propaganda. Penso che di questo accordo sull’olio ne piangeremo le conseguenze fra una decina d’anni. La Mogherini, inoltre, dimostra di non avere a cuore le sorti della Sicilia o, peggio, di non considerarla una regione italiana”.

Per gli agricoltori non ci sono più speranze?
“Dall’incontro di martedì siamo usciti a pezzi. Oltre ad essere presidente del Consiglio, sono anche un addetto ai lavori. Siamo dei morti che camminano. Urliamo ma nessuno ci ascolta, nessuno ci dà una mano, ci hanno tolto la speranza. Ma se l’agricoltura chiude, il danno sociale sarà enorme”.

L’onorevole Di Giacomo, nel suo intervento, ha spiegato che la protesta degli agricoltori è di tipo umorale. Se fra una settimana il prezzo al mercato salirà un po’, nessuno avrà da ridire…
“Questa è una dichiarazione che offende l’intelligenza delle persone. Dal 2000 al 2010 il 50% delle aziende agricole ha chiuso. Non protestiamo perché il prezzo del pomodoro, questa settimana, si è fermato a 30 centesimi al chilo. Ma perché la merce rimane sugli scaffali, invenduta. Vent’anni fa non c’erano case e terreni all’asta, adesso ci sono. Nessuno riesce, o prova, a contrastare questa crisi. Hanno fatto i salti mortali per salvare le banche, ma l’agricoltura – che è la nostra banca – è stata svenduta in nome di interessi che non voglio nemmeno conoscere. Se riuscissimo a rivedere l’accordo UE-Marocco, l’agricoltura tornerebbe a camminare sulle proprie gambe. E’ il momento di mettere in campo un po’ di orgoglio nazionale”.

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