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Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Modica hanno eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe in danno di commercianti e tabaccai della Sicilia. Infatti, una vera e propria associazione a delinquere finalizzata alle truffe è stata sgominata alle prime luci dell’alba dai militari della Compagnia di Modica che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del tribunale di Ragusa su richiesta del Pubblico Ministero, d.ssa Valentina Botti, titolare dell’indagine condotta dai Carabinieri.

Gli arrestati sono:

– Pasquale BELLIA, catanese, classe ’61, pregiudicato

– Antonio SANTONOCITO, catanese, classe 1983, pregiudicato, …entrambi sottoposti alla custodia cautelare in carcere,

e di:

– Daniele COMPAGNINI, catanese, classe ’85, nullafacente, incensurato;

– Cettina D’AGATA, catanese, classe ’83, casalinga, incensurata; …sottoposti agli arresti domiciliari;

– Gianluca Alaimo, catanese, classe 1994, incensurato, sottoposto agli arresti domiciliari

Infatti, a carico degli indagati, i Carabinieri hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una serie di truffe. Gli elementi sono stati ricavati dalle querele e dai riconoscimenti effettuati da parte delle persone offese e dagli accertamenti svolti sulle carte “Postepay” utilizzate per acquisire il profitto delle truffe. Le indagini sono iniziate a luglio 2015 a seguito di una denuncia sporta dall’esercente di una tabaccheria presso la Stazione Carabinieri di Ispica ed hanno permesso di scoprire l’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale finalizzato alla consumazione di una serie indeterminata di truffe, tutte con il medesimo modus operandi, avvenute non solo in tutto il territorio ragusano, in particolare, a Pozzallo, Scicli, Scoglitti, Vittoria e Modica, ma anche in altre province della Sicilia.

Il loro modus operandi era sempre lo stesso: due dei soggetti, alternativamente, si recavano presso l’attività prescelta (solitamente tabaccai, ricevitorie e bar) e, dopo aver atteso il momento giusto per compiere la truffa, quando ad esempio vi era molta gente, chiedevano all’esercente di caricare la Postepay per importi tra i 500 e 600 euro. Una volta ottenuta la ricarica, al momento di pagare, chiedevano di poter corrispondere la somma con una carta bancomat, ben consapevoli del fatto che il sistema SISAL non accetta i pagamenti tramite POS, ma solo in contanti. A questo punto, fingendo di non essere a conoscenza di tale circostanza, l’autore della truffa rassicurava il gestore dell’esercizio commerciale dicendogli che si sarebbe recato presso il più vicino bancomat per prelevare la somma necessaria. Ma, una volta usciti dall’attività si davano alla fuga, omettendo quindi di versare il corrispettivo della ricarica ricevuta. Talvolta, lasciavano in pegno ai gestori un documento falso o una fotocopia illeggibile.

L’indagine dei Carabinieri, quindi, ha evidenziato l’esistenza di un’associazione criminosa ben organizzata e consolidata volta alla commissione di un numero imprecisato di truffe, ove gli indagati avevano la consapevolezza di far parte di un gruppo dedito alla realizzazione di tale scopo, apportando ciascuno un contributo all’associazione e rendendosi disponibili ad operare per l’attuazione del comune programma criminoso. Invero, gli autori materiali delle truffe, effettuano le ricariche sulle Postepay intestate agli altri indagati e dopo la ricarica provvedono al prelievo ed alla spartizione del profitto; altri indagati, invece, provvedevano a mettere a disposizione le autovetture per spostarsi nell’intera regione per perpetrare le azioni truffaldine. Per poter acquisire gli elementi probatori è stata sequestrata presso gli uffici postali interessati tutta la copiosa documentazione dei movimenti effettuati sulle carte postepay degli indagati, onde risalire agli esercenti truffati.

Dall’attività investigativa condotta dai militari dell’Arma, è stato possibile individuare i promotori ed organizzatori dell’associazione criminale, risultati essere Pasquale Bellia ed Antonio Santonocito, essendo entrambi sempre presenti nella fase esecutiva dei reati. Tra l’altro, i predetti già nell’anno 2012, erano stati destinatari di un provvedimento restrittivo per gli stessi reati di associazione finalizzata alla truffa commessi nella Provincia di Messina con analogo modus operandi. I profitti illeciti ricavati dagli indagati potrebbe ammontare a decine di migliaia di euro. Al termine delle formalità di rito, Bellia e Santonocito sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Catania, mentre gli altri due sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni. Le indagini proseguono per risalire ad altre vittime che, per vari motivi, non hanno sporto ancora denuncia. I carabinieri, infatti, invitano coloro che avessero subito analoghi reati a recarsi in caserma per denunciare i fatti e di stare attenti in futuro, diffidando da coloro che dovessero presentarsi per effettuare ricariche con lo stesso modus operandi.

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