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Via Arturo Toscanini, a Punta Secca, non è più sulla mappa di Poste italiane. Ne è uscita da qualche mese, cioè da quando un cane randagio, che si aggira da quelle parti giorno e notte, mette a repentaglio l’incolumità delle persone (postini su tutti). Chiariamo subito: non si tratta di un disservizio specifico. Ma di una reazione a una situazione particolare: provate voi ad avvicinarvi a un’abitazione, in motorino, quando un cane vi insegue a tutta birra. E’ quello che succede ormai da mesi. Lo denunciano i residenti della zona con forza sempre maggiore: “Ho segnalato il problema ai vigili urbani, poi ho scritto una lettera al sindaco ma non ho avuto alcuna risposta – spiega una signora – Mi hanno suggerito di ritirare la posta all’ufficio postale di Santa Croce. Ma io sono una residente di Punta Secca, pago le tasse e vorrei beneficiare di tutti i servizi, compreso quello che riguarda la consegna della posta. Questo cane randagio, però, insegue in modo concitato tutti quelli che transitano da quelle parti: auto, motorini e soprattutto bici”.

In via Toscanini – che sorge nei pressi del Rione della Musica, all’ingresso di Punta Secca – in inverno abitano tre famiglie. E il cane, che si è trasferito lì prima della scorsa estate. “Era solo un cucciolo – spiega la signora – I residenti stagionali gli davano da mangiare e lo accoglievano in veranda per la notte. Poi il cane ha cominciato a crescere e la zona si è spopolata. Provate a fare due più due…”. Da quel momento la sua presenza è diventata un incubo: “L’altro giorno ha rischiato di far cadere un ragazzino su uno scooter. Insegue tutti, abbaia in continuazione e ogni volta che attraversa la strada rischia di essere messo sotto dalle auto. Può provocare degli incidenti, anche gravi. Eppure qualcuno continua a viziarlo dandogli da mangiare o portandolo a fare lunghe passeggiate col guinzaglio, salvo dimenticarsene quando va a lavoro. Per loro è una compagnia, ma a tutti gli altri dà fastidio, siamo esasperati”.

Come ci si comporta nei casi di randagismo? Il Sindaco, sulla base del dettato degli articoli 823 e 826 del Codice Civile, esercita la tutela delle specie animali presenti allo stato libero nel territorio comunale, vigila sull’osservanza delle leggi e delle norme relative alla protezione degli stessi. “Ho segnalato la situazione più volte – conclude la signora -, mi sono rivolta alla stampa, ma fanno tutti orecchie da mercante. Aspettiamo che succeda qualcosa di grave prima di intervenire?”. Ammettere che esiste un problema sarebbe il primo passo per cercare di risolverlo. Gioverebbe a tutti, non solo a quelle tre famiglie.

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