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Analizzando gli ultimi accadimenti di questa fase politica cittadina, in modo ‘super-partes’ e lungi da qualsiasi posizione ideologica, la domanda che sorge spontanea è una sola: “Caro sindaco, ma Lei chi rappresenta?”. Sostenuto da una maggioranza composta da PD e Gruppo Agricoltori alle ultime elezioni (Il Paese che vogliamo) e dopo l’uscita dalla maggioranza del consigliere Maria Zisa e di altri consiglieri comunali (malpancisti) che a turno si alternano con la loro presenza nelle varie sedute per nascondere il loro disappunto e malumore politico, dobbiamo constatare che non ci sono più i numeri e quindi alcuna possibilità di poter governare la “Città del Sole”. Per Santa Croce è meglio avere un commissario esterno (preferenza per Montalbano, quello vero) per traghettare la città verso le elezioni del 2017. Un sindaco senza maggioranza non è sindaco di nessuno, men che meno di una città come Santa Croce Camerina che necessita di un governo del territorio efficace, presente e autorevole, non bloccato dai contrasti della “cosiddetta” maggioranza e dalle beghe interne al PD.

Quanto accaduto nell’ultimo Consiglio comunale di venerdì 4 marzo (e di quello precedente), in ogni caso, non può certamente essere definito un incidente di percorso per la giunta del Sindaco Iurato. Fino ad oggi l’Amministrazione aveva collezionato una serie di brutte figure, distinguendosi per la mancanza di risultati, per un’azione inefficiente di governo della città e per la perdita di alcuni “pezzi” umani, politici e sociali del mosaico che aveva portato alla vittoria il sindaco. Guardando a ritroso l’azione politica della giunta Iurato, ci accorgiamo che questa è stata caratterizzata da dimissioni a catena. Si sono dimessi: 3 assessori ai servizi sociali, un assessore ai servizi idrici, sicurezza e ambiente, un presidente del C.C. della lista del sindaco Iurato, “Il Paese che vogliamo”. Hanno preso le distanze: i consiglieri Pluchino, Di Marco, Puglisi, il Gruppo Agricoltori che ha costituito una nuova entità politica denominata Sviluppo Kamarinense. Dello stesso partito del sindaco (PD) per contrasti si è dimesso anche il dott. Gaetano Farina da segretario cittadino, così come anche il tesoriere e alcuni membri del direttivo. Oltre metà della squadra è uscita dal campo prima che finisse la partita.

Adesso occorre prendere atto che il sindaco non ha più la maggioranza in Consiglio comunale. Quella che fino a pochi giorni fa si era retta su un fragile equilibrio, ora viene messa a nudo per quella che veramente è: un’alleanza che sembra creata solo per spartire potere ed interessi, ma che nulla ha a che vedere con la politica al servizio dei cittadini. Non è una sola e semplice questione di numeri, ci troviamo di fronte ad una profonda crisi di natura prettamente politica che ha provocato una quasi totale assenza di risultati in termini di governo che tutti i cittadini “santacrocesi” possono quotidianamente verificare. Le forti lacerazioni interne alla maggioranza hanno di fatto causato una paralisi amministrativa. Di certo il sindaco, per la fiducia in Consiglio comunale, non può contare sui voti dell’opposizione, il cui compito istituzionale è di verifica, controllo e garanzia dello svolgimento regolare dei lavori, rispettando così il mandato ricevuto dai propri elettori.

Auspichiamo che il primo cittadino prenda atto della situazione attuale e decida ad andarsene a casa il prima possibile per il bene della città. I cittadini di Santa Croce meritano ben altro. Il rispetto per le istituzioni e per gli elettori deve essere profondo, non si può giocare a briscola con i loro interessi, cercando il rilancio della carta vincente delle guerre fra correnti. Pensare di rimanere al governo della città, continuando a dar prova di totale inefficienza e costante litigiosità, tirando a campare fino al 2017, significherebbe regalare ai cittadini un blocco programmatico nocivo e pericoloso. In questo gioco, inoltre, la maggioranza si dimostra “ASSENTE”, e al posto di giocare per i cittadini, ciascuno cerca di giocare per se stesso. Il gruppo di maggioranza abbia almeno il coraggio di parlare, agire e portare fino in fondo le scelte, chiedendo una verifica e, in mancanza di fiducia verso la giunta, presentare le dimissioni e non giocare ai veti incrociati. Consapevoli del difficile momento che sta attraversando il nostro “Paese che vogliamo”. Con idee chiare e progetti concreti, attendiamo fiduciosi che il sindaco prenda atto della grave situazione che si è venuta a creare a Santa Croce, traendone le dovute conseguenze. Ex maggioranza e Sindaco lo devono, di diritto, a tutti i cittadini, ma in particolare alla maggioranza di essi che li ha scelti per governare.

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