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A cinque giornate dal termine del campionato di Serie C Silver, la Emmolo S.&C. srl Vigor occupa il terz’ultimo posto in classifica. Coach Giancarlo Di Stefano, nonostante il filotto di sette sconfitte, rivendica con forza la crescita della sua squadra che domenica farà visita al Green Basket Palermo: “Ho detto ai ragazzi che bisogna vincere tutte le partite che rimangono per conquistare la salvezza. Io ci non mi arrendo. E nessuno può dire che siamo retrocessi fin quando non sarà la matematica a condannarci”.

La Vigor è reduce dai ko con Costa d’Orlando e Gravina. Due partite in cui ha condotto a lungo le operazioni, salvo cedere nei minuti finali: “Da dicembre siamo un’altra squadra – spiega Di Stefano – Abbiamo risolto tanti problemi e inserito i nuovi giocatori, era normale che ci volesse del tempo. Noi non abbiamo americani, serbi e croati che possono fare la differenza. Siamo l’unica squadra ad affrontare la categoria con le nostre forze. Rispetto al girone d’andata, in cui abbiamo perso qualche partita anche di 30 o 40 punti, la musica è cambiata. Ci siamo guadagnati il rispetto di tutti”. Il processo di maturazione della Vigor non è solo questione di cuore e orgoglio: “Adesso ci sappiamo muovere bene sui due lati del campo. In attacco non diamo riferimenti, abbiamo trovato sinergia fra i reparti. In difesa, sia con la zona che con la uomo, siamo riusciti a mettere in difficoltà squadre più attrezzate. Il nostro percorso si è evoluto. Se vogliamo fare delle proporzioni con le altre squadre, penso che siamo cresciuti più di tutti. Ripeto: abbiamo puntato tutto sui nostri giovani, dato continuità al progetto. Se togliamo qualche straniero alle altre squadre, voglio proprio vedere cosa resta…”.

La classifica non gratifica fino in fondo lo sforzo dei giocatori e dello staff tecnico: “Emotivamente soffriamo ancora qualcosa nei momenti che contano: sia con Costa d’Orlando che a Gravina non abbiamo gestito bene il finale e abbiamo regalato due vittorie. E’ una cosa su cui bisogna lavorare, perché è importante dare gratificazione alle proprie prestazioni. La gente, leggendo sui giornali che perdiamo di 9 o 10 punti, può farsi anche delle impressioni sbagliate, perché non sempre il risultato corrisponde a quanto visto in campo”.



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