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Si infiamma il dibattito politico sulla Centrale Unica di Committenza. Qualche giorno fa, dopo l’ennesima bocciatura del Consiglio comunale, il sindaco Franca Iurato ha chiesto alla Regione la nomina di un commissario ad acta per istituire la centrale dato che, secondo il primo cittadino, “il Consiglio comunale si è sottratto al suo preciso obbligo, che è quello di fornire atti di indirizzo”. Dopo la difesa d’ufficio del presidente Carmelo Portelli, è arrivata una nota dei consiglieri d’opposizione in cui la richiesta della Iurato viene bollata come “velleitaria, incongrua e offensiva”. Ma vediamo il perché nella lettera che pubblichiamo per intero. La nota è stata inoltrata per conoscenza anche alla Regione siciliana, alla Prefettura e all’Anac.

OGGETTO: RICHIESTA NOMINA COMMISSARIO AD ACTA ex art. 24 Lr 44/91, prot. 4837 del 30/3/2016 del Sindaco del Comune di Santa Croce Camerina.

I sottoscritti Consiglieri comunali del Comune di Santa Croce Camerina, con nota prot. 005039 del 01 aprile 2016 sono stati informati dal Presidente del Consiglio comunale, della richiesta del Sindaco di cui allo oggetto alla quale si fa nel prosieguo espresso riferimento.

La richiesta nella sua formulazione, a parere degli scriventi, appare velleitaria, incongrua ed offensiva per lo intero Consiglio comunale, sia dal punto di vista tecnico-amministrativo che politico, per le ragioni che seguono.

Viene invocato l’ art.24 della LR 44/91 come integrata dall’ art. 12 della Legge Reg.  22/2008 che nel testo vigente dispone: “Qualora gli organi delle Province e dei Comuni omettano o ritardino, sebbene previamente diffidati a provvedere entro congruo termine, o non siano in grado di compiere atti obbligatori per legge, al compimento dell’ atto provvede l’ Assessore Regionale per gli Enti Locali a mezzo di un Commissario …”.

Quindi la fattispecie dovrebbe riguardare “atti obbligatori per legge” preceduti da “diffida” a provvedere entro congruo termine. Invero la norma ex art.33, comma 3 bis del D. Lgs. 163/06 con le ultime proroghe intervenute, stabilisce che dall’1 novembre 2015 i Comuni non capoluogo di Provincia procedono alla acquisizione di lavori, beni e servizi optando per le seguenti modalità:

  1. Tramite Unioni di Comuni (ove esistenti o accordi consortili)
  2. Tramite soggetto aggregatore
  3. Tramite Province
  4. Tramite CONSIP e MEPA

In Sicilia per i lavori anche tramite UREGA.

Pertanto alla luce delle varie opzioni che il Legislatore ha previsto, appare non pertinente l’ invocazione dell’ art. 24 della Legge Regionale 44/91 in quanto si ritiene non trattasi di “atto obbligatorio per legge” la scelta della Centrale Unica di Committenza.

Dal punto di vista politico preme rimarcare che il Consiglio comunale non è stato minimamente coinvolto in via preliminare nella scelta del modello convenzionale né dei partners (Comuni associati), operando la Sua Amministrazione in piena arrogante autonomia decisionale e pretendendo dal Consiglio comunale prono ubbidire ai suoi voleri.

La Sua azione infamante per l’intero Consiglio comunale conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, la sua incapacità ed ignoranza  in materia amministrativa e volontà di potere onnipotente che hanno fatto registrare la presa di distanza di diversi Consiglieri della Sua ex maggioranza e le dimissioni nel tempo di oltre la metà dei suoi Assessori. La invitiamo ancora una volta a prendere coscienza della situazione e a trarne le dovute conseguenze.

Santa Croce Camerina, 07/04/2016 I Consiglieri comunali Gaetano Pernice, Santina Caccamo, Gaudenzio Brancato, Luca Agnello, Carmelo Portelli, Rosario Pluchino, Salvatore Di Marco”

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