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Sono trascorsi appena 15 giorni dall’ultimo intervento dell’assessorato alle Politiche Ambientali nel territorio di Santa Croce Camerina con costi a totale carico della collettività. Ma certe esigenze sono una costante e in alcuni casi ci troviamo dinanzi ad abitudini dure a morire e fastidiose a vedersi. Il divieto di abbandonare e di bruciare sterpaglie, ramaglie e vegetazione secca rimane spesso inascoltato. E noi tutti concediamo attenuanti ai trasgressori. Nel weekend del 25 aprile, è stato abbandonato di tutto e di più nelle borgate di Casuzze, Caucana, Punta Secca, Torre di Mezzo e Punta Braccetto. In qualche caso con l’utilizzo del fiammifero si è avviata l’antica pratica del bruciare le sterpaglie per ripulire in modo “fai da te” i giardini delle proprie abitazioni.

Bruciare rami e sterpaglie di ogni genere è un reato punibile penalmente e, seppur la materia è lasciata alla regolamentazione dei Comuni, per i trasgressori è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra € 51,00 ed € 258,00. FareAmbiente continua a ricordare che la combustione incontrollata di residui vegetali provoca diossine, benzene, monossido di carbonio, polveri sottili, in quantità molto preoccupanti. Così come continua a dire che sono necessarie aree di deposito temporaneo di vegetali e che esistono metodi come la triturazione, la coppatura e il compostaggio che hanno dei vantaggi ambientali e sanitari indiscutibili. Anche per la nostra economia, per le casse pubbliche sarebbe più economico dare in comodato d’uso delle compostiere a chi gestisce orti e giardini, e organizzare un servizio di chippatura a domicilio di rovi e ramaglie. È inutile protestare contro gli inceneritori se poi ci facciamo del male tra di noi. I fuochi nei campi non sono che inceneritori a cielo aperto anche se è “una tradizionale pratica agricola volta alla mineralizzazione degli elementi contenuti nei residui organici evitando la propagazione della fitopatie. È necessario – così come ci dice l’assessore all’Ambiente Giansalvo Allù – un maggior senso civico per tutelare e salvaguardare i nostri luoghi, non solo per noi ma anche le future generazioni”.

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