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Con un comunicato di una riga l’ufficio stampa del Movimento 5 Stelle Sicilia comunica che “la consigliera del Comune di Ragusa Gianna Sigona non fa più parte del M5S”. Non si è fatta attendere la replica della consigliera a seguito dell’esplusione dal movimento “perché lo state facendo ora, dopo che ogni anno il 25 aprile pubblico la stessa foto? Perché ci sono le elezioni. Siete falsi e ipocriti”. La consigliera, qualche giorno prima della festa della Liberazione prima in una intervista su Repubblica.it (visibile in alto) e successivamente su Facebook, aveva pubblicato busti di Benito Mussolini e post inneggianti al fascismo: “Noi eravamo fascisti, siamo rimasti fascisti e saremo sempre fascisti”. E anche: “Il 25 aprile non è una festa, il 25 aprile 1945 è iniziata l’occupazione”.

Presa di posizione anche da parte del M5S di Ragusa: “Il Movimento 5 Stelle, apprese le gravi dichiarazioni della consigliera comunale Gianna Sigona inerenti l’esaltazione dell´ideologia fascista nel rispetto della Costituzione e della Legge Italiana, si dissocia apertamente e condanna tali affermazioni reputandole ancor più gravi per il ruolo istituzionale che la stessa rappresenta”. Federico Piccitto è ancora più duro, ecco il post del sindaco: “Il nostro ruolo da cittadini è di servizio ai cittadini. E la ‘memoria’ costituisce l’aspetto essenziale ed imprescindibile di una comunità. Non può essere distorto o dileggiato ciò che costituisce il patrimonio culturale e storico della nostra comunità, non solo ragusana. Non è quindi accettabile alcuna valutazione di merito di fronte a situazioni del genere. Si deve agire e basta. Il motivo di tale decisione, è ovvio e naturale: prima di ogni altra considerazione, e come presupposto di ogni decisione, esiste il rispetto delle istituzioni democratiche e della Storia. Le dimissioni dalla carica di consigliere comunale sarebbero, aggiungo, il riflesso naturale del rispetto dovuto ad un ruolo istituzionale che non può prescindere, per nessun motivo, dai valori cardine condivisi e consolidati nell’intera comunità”.

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