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Un sempre interessante e ben argomentato incontro con l’arte è quello che si è tenuto sabato 7 maggio, presso la biblioteca comunale di Santa Croce Camerina, ad opera del Maestro Giovanni Aquila. Nelle sue ricche disquisizioni, dove la vita e le opere di pittori che hanno fatto la storia dell’arte sono rese accessibili a tutti i presenti, competenti e non, non manca di aggiungere aspetti poco noti e, talvolta, retroscena dell’epoca e della società in cui gli stessi hanno operato. Questa è stata la volta di Giotto, vissuto a cavallo tra il 1200 ed il 1300, e considerato il padre dell’arte figurativa. “L’attività di Giotto si colloca nella seconda metà del 200 ed abbiamo su di lui notizie incerte, frammentarie, a volte contraddittorie – ha iniziato il maestro Aquila -. La leggenda parla di Cimabue che incontra un pastorello di circa 8 anni che ha una mano buona nel disegno e nel chiaroscuro, quindi lo invita nella sua bottega per imparare”.

Da questa acuta scoperta delle doti del piccolo Giotto, nasce la storia di un grande artista, proprio a partire dalla bottega di Cimabue, suo maestro, che riuscirà a surclassare. Tante le sue opere pittoriche di straordinaria grandezza e imponenza. Nella Chiesa di Assisi, Giotto ha realizzato 28 riquadri riproducenti la vita di San Francesco, realizzate come fossero delle finestre e con dimensioni di quasi tre metri per tre. Giovanni Aquila le ha descritte con dovizia di particolari, mettendo in risalto gli aspetti legati all’uso dei colori ed alla prospettiva, avvalendosi del supporto di immagini. “Giotto non ha voluto solo fare dei riquadri per abbellire la chiesa – ha aggiunto Aquila -, quelli di Giotto sono dei documenti storici attraverso la narrazione pittorica. Con questo ciclo di affreschi si impone all’attenzione pubblica. In lui si trovano naturalità ed equilibrio”.

Altra presenza dell’attività pittorica di Giotto si trova nella cappella dell’Arena, acquistata dagli Scrovegni, che contiene ben 36 riquadri realizzati dall’artista in cui sono riprodotti il giudizio universale e storie di Gesù e della Madonna. Interessante anche il confronto fra crocifissi realizzati dal maestro, Cimabue, e l’allievo, Giotto, dove è evidente il superamento dell’arte bizantina. Un incontro molto seguito, come avviene sempre per le conferenze del maestro Aquila, che i presenti hanno salutato con grandi applausi.

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