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A meno di clamorosi colpi di scena, la prossima puntata della spy-story riguardante l’omicidio del piccolo Loris Stival andrà in scena il 20 giugno di fronte al Gup di Ragusa Andrea Reale. In quella data è prevista l’udienza del processo con rito abbreviato, che qualche giorno fa è stata fatta slittare di oltre un mese per il mancato deposito della perizia psichiatrica della donna. Ma questi colpi di scena, seppur improbabili, non sono da escludere categoricamente. Lunedì 16 maggio, infatti, l’avvocato difensore di Veronica, Francesco Villardita, ha richiesto ufficialmente al sostituto procuratore Marco Rota un confronto all’americana fra la sua assistita e il suocero Andrea Stival, accusato dalla donna come l’esecutore materiale del delitto. Nel corso di un lungo colloquio in carcere con il suo legale, la Panarello ha rincarato la dose: “Deve avere il coraggio di guardarmi dritto negli occhi, mentre mente dicendo che non è stato lui a uccidere mio figlio. Deve ripetere, davanti a me e ai magistrati, anche che non abbiamo mai avuto una relazione e che non ha fatto tutto quello che ha fatto (…) È arrivato il momento della verità, non posso più aspettare né accettare che io mi faccia il carcere al posto suo”.

Il confronto all’americana, che Villardita ritiene “utile, se non indispensabile, al raggiungimento della verità”, non piace granché al sostituto procuratore Marco Rota. Come evidenziato dal quotidiano ‘La Sicilia’, Rota si riserva di “valutare l’istanza della difesa” per poi decidere “se autorizzare o meno il confronto”. Pur nella convinzione, piuttosto diffusa fra i magistrati di Ragusa, che “i confronti all’americana, nella giustizia italiana, poche volte si sono dimostrati risolutivi a livello probatorio” e che, nel caso specifico, “il quadro accusatorio a carico dell’imputata è piuttosto consolidato”. Il faccia a faccia difficilmente si terrà, ma la parte chiamata in causa, quella di Andrea Stival, non ha motivo di nascondersi: “Non abbiamo ricevuto alcuna notifica né altro tipo di notizia ufficiale sul deposito della richiesta”, precisa l’avvocato Francesco Biazzo. “Se la richiesta di confronto all’americana fosse autorizzata dal magistrato – prosegue – valuteremo con serenità il da farsi, assieme al mio assistito, che s’è sempre detto estraneo a ogni accusa, dimostrando con fatti concreti la sua totale innocenza. Andrea Stival non ha nulla da nascondere – conclude stizzito Biazzo – e ha sempre ripetuto la verità sempre, davanti a chiunque. Mi chiede se andrebbe al faccia a faccia con la nuora? Tragga lei la conclusione…”.

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