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Il 31 maggio, presso la casa del commissario Montalbano a Punta Secca, è stato presentato “Doppio inganno”, il libro di Ettore Randazzo. L’incontro si è aperto con l’intervento degli organizzatori Michele Consiglio (magistrato) e Michele Sbezzi (avvocato). Ettore Randazzo è un avvocato penalista siracusano, che ha insegnato presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Urbino, presso la Facoltà di Giurisprudenza della L.U.M.S.A. di Palermo, nonché presso la Facoltà di Giurisprudenza di Roma Tor Vergata e della Università KORE di Enna. Si occupa da tempo di deontologia forense ed è componente, sin dalla sua istituzione, della Commissione Deontologica del Consiglio Nazionale Forense, che ha redatto il Codice Deontologico dell’Avvocato e che in seguito si è occupata del suo aggiornamento. Ha coordinato la Commissione Deontologica dell’Unione delle Camere Penali, redattrice, sin dal 1994, delle regole deontologiche del penalista. E’ stato Presidente dell’ Unione delle Camere Penali Italiane dal 2003 al 2006. Il 20 novembre 2006 allo scrittore è stato assegnato il “Premio Internazionale Sicilia Il Paladino” per il settore “Avvocatura”, e il 14 dicembre 2007 il Premio Giuristi-Artisti dell’Ordine Forense di Caltanissetta.

Nel libro “Doppio inganno” l’avvocato Ettore Randazzo sottolinea l’importanza di avere “una giustizia senza ingiustizie”. E’ questo il sogno dell’ autore del libro ambientato a Pantalica Marina, un’affascinante isoletta siciliana parzialmente immaginaria e legata alla terraferma da un ponte. Due fratelli, latifondisti in difficoltà economica, si affidano a un’agenzia immobiliare londinese per la vendita di un vasto terreno all’epoca destinato al pascolo. L'”affare” si rivela poi disastroso. Seguiranno due omicidi all’apice di vicende straordinarie. Nei processi che ne derivano, grazie all’impegno dell’avvocato Oravediamo, del suo medico legale e del suo investigatore privato, si svelano misteri imprevedibili, quasi un monito per la sacralità della giustizia. In realtà, la stessa storia principale, con i morti e i processi, sembra un pretesto, che cede di fronte ai protagonisti autentici: Pantalica e la Sicilia, con i profumi, il mare, la gente, la storia e i misteri della civiltà plurimillenaria di una terra ancora da scoprire. Della quale il libro offre ampie e approfondite testimonianze, facendo emergere tutta una serie di personaggi cosiddetti minori, dal barista agli avventori, dal cocchiere della carrozza per turisti, al povero cristo che si atteggia a mafioso e a tanti altri, che con la loro parlata fieramente siciliana, la loro particolare gestualità, danno vita a quell’humus di “sicilianità” per cui – con Sciascia – si può dire che i siciliani condividono l’amore per la loro terra con una sorta di risentimento.

I numerosi ospiti che hanno gremito la casa di Montalbano hanno potuto godere della gentile ospitalità dell’avvocato Pietro Di Quattro, proprietario della struttura. Il banchetto, con tutte le specialità locali, è stato curato nei dettagli da Fabio Alabiso del ristorante Rosengarten.

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