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Truffa allo stato e sfruttamento del lavoratore. È stato il tema trattato martedì nei locali del Centro Feliciano Rossitto di Ragusa, in un incontro organizzato dall’Inps di Ragusa nei suoi massimi esponenti Giovanni Fracanzino e Saverio Giunta. Hanno partecipato anche i vertici regionali Inps Maria Sciarrino e Franco Gioia che hanno sviscerato dati che risultano gravi e irrispettosi del diritto del cittadino comunitario e non. Anche il prefetto di Ragusa, la dottoressa Librizzi, riprendendo i passaggi di Fracanzino ha espresso l’esigenza di fronteggiare con più attenzione il fenomeno degli ingaggi fittizi che favoriscono l’illegalità. Nutrita la partecipazione delle forze dell’ordine che hanno sottolineato l’importanza dell’ incontro. Il comandante provinciale della guardia di Finanza colonnello Claudio Solombrino ha sottolineato come la cultura del facile guadagno spesse volte approda nei disonesti e così pure il questore di Ragusa Gammino, che ha evidenziato la necessità di fare ancor più rete per prevenire fenomeni quali il caporalato ed il lavoro nero. Anche il maggiore dei carabinieri Alessandro Coassin, riprendendo l’intervento del sindaco di Santa Croce Camerina sulle vicende legate allo sfruttamento del lavoro nelle campagne, ha preteso un’attenzione maggiore della Regione Siciliana che da diversi mesi non sostiene economicamente per quota parte il gruppo degli ispettori per i controlli in provincia di Ragusa. Di diversa opinione invece il sindaco Franca Iurato e l’on. Nello Dipasquale nel non dare più contributi Europei, Nazionali e Regionali agli imprenditori che evadono, eludono e favoriscono l’illegalità. Il sindaco ritiene che ognuno vede i problemi dalla propria angolatura e non a 360 gradi: i trattati italo-marocchini, secondo il primo cittadino, hanno ridotto sul lastrico decine e decine di aziende per concorrenza sleale ivi compresi braccianti e lavoratori dell’indotto.

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