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Una solida e pericolosa rete di spacciatori di sostanze stupefacenti quella che hanno sgominato questa mattina alle prime luci dell’alba i Carabinieri della Compagnia di Modica che hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del tribunale di Ragusa, dott. Giovanni Giampiccolo, su richiesta del Procuratore della Repubblica dott. Carmelo Petralia e del sost. d.ssa Monica Monego, che hanno coordinato le indagini. Si tratta di undici soggetti extracomunitari, con precedenti specifici, che avevano costituito un pericoloso sodalizio criminale dedito al trasporto, alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Di seguito si riportano i nome dei 5 arrestati (gli altri soggetti risultano al momento ricercati dai militari):

  • LAHAMER Hossine, classe ’89, algerino, pregiudicato;
  • SAHLAOUI Khaled, classe ’88, tunisino, pregiudicato;
  • SAHLAOUI Lazhar, classe ’80, tunisino, pregiudicato;
  • SAHLAOUI Mounir, classe ’83, tunisino, pregiudicato;
  • DOGUI Oualid, classe ’95, italiano di origine tunisina, pregiudicato.

A carico del sodalizio i Carabinieri hanno raccolto inconfutabili elementi di colpevolezza, poiché con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in concorso tra loro, hanno illecitamente detenuto, trasportato, offerto, venduto o comunque ceduto a terzi sostanze stupefacenti del tipo eroina ed hashish. Le indagini del Nucleo Operativo della Compagnia di Modica furono avviate nel mese di gennaio 2015 a seguito del decesso per overdose di Orazio Adamo, classe ’74, avvenuta a Modica a dicembre 2014. Dopo il decesso di Adamo, infatti, i militari dell’Arma, coordinati dalla Procura iblea, hanno scandagliato e seguito i movimenti di vari soggetti tossicodipendenti della provincia di Ragusa, che hanno poi portato ad individuare diversi extracomunitari dediti all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, per lo più eroina ed hashish. L’attività è stata particolarmente impegnativa e difficile anche per infrangere il muro di omertà dei soggetti coinvolti. Colui che materialmente ha fornito la dose letale all’assuntore deceduto per overdose fu, infatti arrestato ad aprile 2015. Le successive investigazioni nei confronti del gruppo criminale hanno poi portato ai risultati odierni.

Le attività investigative, come già detto, si sono protratte per più di un anno a partire dal mese di gennaio 2015 ed hanno permesso di raccogliere gravi elementi probatori a carico degli indagati, consentendo di accertare i viaggi finalizzati all’approvvigionamento dello stupefacente, in diverse località della Sicilia, nonché di individuare i movimenti relativi all’attività di spaccio al minuto sulle varie piazze della provincia. Nel corso dell’attività  sono stati arrestati, in flagranza, cinque soggetti, ritenuti i “corrieri” della droga,  ancora detenuti, e sono stati sequestrati 2 kg di hashish e 300 gr. di eroina pura. Quest’ultima, una volta tagliata avrebbe consentito di mettere sul mercato migliaia di dosi ed avrebbe fruttato decine di migliaia di euro.  Inoltre, nel corso delle indagini sono stati accertati più di 30 episodi di spaccio avvenuti  su tutta la provincia di Ragusa, in particolare, oltre che nel capoluogo, a Modica, Ispica, Pozzallo, Scicli e Santa Croce Camerina, località dove gli indagati gestivano i loro traffici grazie al quale ricavavano cospicue somme di denaro che in parte serviva per il loro sostentamento e in parte veniva reinvestito per l’acquisto dello stupefacente.

Il giro di affari complessivo smantellato dai Carabinieri è stato stimato per migliaia di euro. Inoltre sono stati segnalati alla prefettura – ai sensi dell’art. 75 del dpr.309/90 – tutti gli assuntori identificati nel corso dell’operazione. Nel corso delle perquisizioni domiciliari nei confronti di soggetti in qualche modo collegati agli arrestati, dirette alla ricerca di stupefacente, a Punta Secca sono stati rinvenuti e sequestrati altri 4 kg di hashish ed è stato arrestato in flagranza il cittadino italiano di origine tunisina Dogui Oualid, classe ’95, già noto alle forze di polizia. Al termine delle formalità di rito, gli arrestati sono stati tradotti in carcere come disposto dal provvedimento emesso dal Tribunale di Ragusa, mentre per quelli già ristretti l’ordinanza è stata notificata in carcere. Le indagini proseguono per la cattura degli altri soggetti al momento irreperibili.

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