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In attesa del referendum che potrebbe sancire l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa (si vota giovedì) anche in Italia pulsano sentimenti separatisti. Il presidente dell’Unione Movimenti di Liberazione, Filippo Sciortino, si è fatto promotore di un’azione referendaria che, sul modello britannico, è stata ribattezza “Euro Exit Italia” (per uscire dall’area Euro e non dall’Europa). Sciortino, siciliano di nascita, vive da tempo al Nord ma è sempre molto legato alla sua terra. Ecco il documento pervenuto in redazione che vi riportiamo integralmente, in cui Sciortino chiede a tutti i siciliani di mobilitarsi per la libertà.

“Raccolta firme per indire il Referendum per l’uscita dell’Euro, che non è solo una moneta, ma un sistema di governo, ovvero il male di tutti i mali. Euro Exit si potrà firmare in tutti i comuni anche della Sicilia, ma affrettatevi il tempo è tiranno.L’iniziativa popolare nasce per eliminare l’Euro e ridare quindi speranza ad un popolo umiliato, offeso, indignato e vilipeso che da anni viene tartassato a causa dell’euro-sistema che, per desovranizzare gli Stati e schiavizzare i popoli, ha creato ad hoc questa crisi economica che porta miseria e disperazione e di cui non si vede la fine.

La raccolta firme, che è iniziata il 15 giugno 2016 e terminerà a fine agosto, è finalizzata ad indire il Referendum Abrogativo per l’abolizione dell’euro, cioè ‘il male’, la ‘metastasi’, il maggior responsabile dei problemi europei, il male di tutti i mali. Per indire il Referendum “EURO EXIT ITALIA”: “Uscire dall’Euro”, si può firmare in tutti i Comuni d’Italia. Servono 500 mila firme. Pare un cifra impossibile da raggiungere, ma se si considera che oltre un italiano su due vuole la sua abolizione, i 90 giorni che ci sono a disposizione a partire dal primo giugno, potranno essere sufficienti, e per questo dobbiamo raccogliere le firme al più presto possibile e dare così vita al referendum abrogativo “EURO EXIT ITALIA”: “Uscire dall’Euro”.

Quesito 1: Volete Voi che sia abrogata interamente la Legge 17 dicembre 1997 n. 433, pubblicata nella G.U. n. 295 del 19 dicembre 1997, dal titolo: “Delega al Governo per l’introduzione dell’Euro”»?

Quesito 2: Volete Voi che sia abrogato interamente il dlgs. n 213 del 24 giugno 1998 dal titolo: “Disposizioni per l’introduzione dell’Euro nell’Ordinamento Nazionale a norma dell’art 1 comma 1 della legge 17 dicembre 1997 n. 433″, pubblicato nella G.U. n. 157 del 8 luglio 1998 – Supplemento Ordinario n. 116»?

Con questi due quesiti (pubblicato su G.U. n. 207 del 4 settembre 2013) si intende uscire definitivamente dall’Euro ritornando al sistema monetario antecedente (lira), abrogando tutte le disposizioni relative e conseguenti alla introduzione dell’Euro in Italia. Sostanzialmente, la raccolta firme è nata per chiedere l’abrogazione di queste due leggi ordinarie dello Stato e ritornare dunque al sistema preesistente con tecnica inversa a quella che lo ha introdotto, leggi che dipendono dal Trattato di Maastricht. L’euro è una moneta difforme da quella sottoscritta con la ratifica del Trattato: infatti tra la sottoscrizione del Trattato che è del 1992, nelle more dell’introduzione in Italia, e dicembre 1997 e giugno 1998, intervenne il Regolamento 1466/97 che modificò totalmente la “Natura giuridica” della moneta unica.

Inoltre, il Trattato di Lisbona, all’art. 50, consente l’Uscita degli Stati dalla moneta Unica: pertanto ciò che è riconosciuto da un Trattato di diritto allo Stato non può essere negato ai suoi cittadini perché un Governo democratico è legittimo solo se votato dai cittadini. La richiesta di referendum abrogativo ai sensi degli articoli 7 e 27 della legge 25 maggio 1970, n. 352, è stata annunciata alla cancelleria della Corte Suprema di Cassazione, in data 16 maggio 2016, ha raccolto a verbale e dato atto della dichiarazione resa da 16 cittadini italiani, muniti dei certificati comprovanti la loro iscrizione nelle liste elettorali, di voler promuovere una richiesta di referendum popolare, previsto dall’art. 75 della Costituzione”.

Un Commento

  1. Osservatore divertito

    22 giugno 2016 a 22:38

    Questa è pura follia.
    La Lira è sempre stata una moneta debolissima, con la situazione economica attuale l’Italia cadrebbe nel baratro. Faremo la fine della Repubblica di Weimar.
    La crisi creata ad hoc è una tipica espressione da complottisti da quattro soldi, ma il populismo piace tanto al popolo ignorante e ciò significa che sicuramente questo n numero di firme si può raggiungere.
    Che la politica economica dell’Europa sia stata sbagliata in questi anni, lo sanno tutti; ricordiamoci pure però che l’Italia si porta i debiti dei decenni passati, e ora stiamo pagando lo stile di vita che non ci potevamo permettere.
    Smettiamola di dare la colpa a gl’altri e assumiamoci le nostre responsabilità.

    Rispondi

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