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Il Parco Archeologico di Kaukana riaprirà al pubblico verso la metà di luglio. E’ questa la grande conquista del Comitato Kaukana Zona Archeologica, che ha ottenuto la gestione da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali di Ragusa. Martedì scorso la firma del verbale e la consegna delle chiavi. Il Parco, che in epoca bizantina era uno degli approdi commerciali più importanti dell’intera Sicilia e ancora oggi presenta scavi archeologici di raro interesse, versava ormai da anni in stato di abbandono. Ma grazie all’interessamento costante del Comitato e alla sensibilità della stessa Soprintendenza, è stato ripulito da erbacce e sterpaglie. Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato hanno impiegato circa un mese per completare le operazioni di pulizia e scerbatura. Il Parco, tornato decente, sarà presto fruibile. “Il nostro comitato – spiega Antonello Distefano, uno dei componenti – ha l’obiettivo di valorizzare la zona costiera di Caucana. In questo contesto, la presenza del Parco è un grande valore aggiunto per il territorio, sia sotto il profilo storico che, speriamo, turistico. Negli ultimi tempi era inaccessibile e addirittura pericoloso per la salute pubblica, con un costante rischio incendi. Qualche anno fa abbiamo iniziato un percorso tendente al suo recupero e, dopo una serie di incontri, siamo riusciti a smuovere qualcosa. Il soprintendente Calogero Rizzuto si è mostrato molto sensibile all’argomento e grazie al lavoro dei Forestali l’area è stata ripristinata e messa in sicurezza”.

Le erbacce sono praticamente scomparse: “Non mi ero mai accorto di quel muro a secco” spiega Antonello, fiero, indicando un punto prima sommerso dalla sterpaglia. Adesso si guarda al futuro con fiducia: “Dopo averlo messo in sicurezza, la Soprintendenza ha pubblicato una manifestazione d’interesse e il nostro comitato ha presentato un’istanza. Così ne abbiamo ottenuto la gestione. Questo vuol dire che lo apriremo al pubblico, faremo informazione, custodia e piccoli interventi di manutenzione ordinaria. Vogliamo sfruttare i percorsi di alternanza scuola-lavoro per organizzare delle giornate dedicate agli studenti, assieme ad archeologi e docenti di storia. Stiamo realizzando delle brochure multilingua da distribuire presso le strutture alberghiere e commerciali. E poi ci piacerebbe organizzare qualche spettacolo, come avveniva in passato”. “Data la carenza di risorse economiche e umane, il nostro comitato si è attivato per riportare questo luogo alla normalità. E’ vero, sacrificheremo del tempo libero, ma lo facciamo per una buona causa. Se una cosa appartiene a tutti, non possiamo aspettare che sia qualcun altro ad occuparsene. Tuttavia, sarà necessaria una collaborazione con istituzioni e privati. Avere un Parco che funziona conviene a tutti. E per la sua vicinanza con i luoghi di Montalbano, quest’area può essere strategica per lo sviluppo del nostro turismo. Chi ci ha chiesto di poterlo visitare, sarà accontentato molto presto”.

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