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Per motivi personali ho trascurato l’editoriale del nostro giornale e sono stata contenta di leggere quelli altrui, ma poiché non si può né si deve rinunciare all’impegno sociale, di qualunque genere esso sia, rieccomi a condividere con voi alcune riflessioni. Confesso che è molto difficile focalizzare l’attenzione sugli argomenti più salienti di questa stagione bizzarra, un mix di primavera, estate tropicale, autunno precoce a seconda delle ore del giorno e della notte, dato che i fatti di cronaca e politici ed economici sono stati tantissimi, complessi, drammatici e in continuo divenire. Per il nostro territorio le tematiche più “sentite” dalla collettività sono, tutto sommato, sempre le stesse: quelle della sicurezza, dell’immigrazione, della crisi dell’agricoltura e delle piccole e medie imprese che ne costituiscono l’indotto, nonché degli altri comparti produttivi, come l’edilizia, la pesca, il turismo, il terziario. Tutte problematiche che dovrebbero essere attenzionate e risolte da una classe politica sensibile, fattiva, competente, imparziale. Classe politica che è stata protagonista a livello locale, in quanto domenica scorsa è definitivamente calato il sipario sulle elezioni amministrative del 2016. Il risultato è stato netto e lampante: gli italiani si sono scoperti grillini e conservatori ed hanno dato fiducia alle donne, tant’è che a Roma, per la prima volta nella storia repubblicana, due donne, la Meloni e la Raggi, hanno primeggiato e se la seconda ha vinto e avrà il difficile e drammatico compito di governare, ciò è accaduto in massima parte per merito dei pentastellati, ma per la restante parte a causa delle divisioni che hanno attraversato fino alla fine il centrodestra, tant’è che in sede di ballottaggio è apparso evidente che i voti di destra sono stati “traghettati”ai grillini. In particolare, poi nella nostra provincia la mission impossible di cambiare il colore politico della città e di espugnare un c.d. “feudo rosso” l’ha realizzata a Vittoria Giovanni Moscato, il quale, in sede di ballottaggio, ha probabilmente traghettato a sé il voto dei pentastellati.

I fatti daranno ragione o torto a questi neo “Robin Hood” della politica locale. Intanto un altro dato è certo: la politica renziana è down e se non aggiusterà il tiro prima del referendum sulla riforma costituzionale diventerà out! Queste le dure e imprevedibili leggi della terra. Sul mare invece la legge di giovani come il nostro concittadino Giuseppe, classe 1988, compagno di merenda di mio figlio, eroe contemporaneo nella sua disarmante normalità e umanità tutte le volte che strappa una vita disperata e stremata dalle acque del Mediterraneo. Peccato che quella vita arriva a terra e lì la legge cambia nuovamente in modo crudele e incontrollato perché i disperati diventano un pericolo per sé e per gli italiani: pochi che lavorano e si integrano, molti che vogliono andare in altri paesi europei ma devono restare nei lager moderni chiamati un tempo “centri di accoglienza” ed oggi CARA (che tanto piacciono al Ministro Alfano), moltissimi che si aggirano sbandati per le nostre città a ingrossare le già opulente popolazioni criminali autoctone! Possono tutti lavorare nelle serre come schiavi se le aziende agricole chiudono i battenti? Possono tutti lavorare nelle fabbriche se le piccole e medie imprese falliscono e i grossi colossi industriali di italiano, bene che vada, hanno solo i nomi? Possono i lavoratori italiani essere solo lavoratori manuali, mentre i diplomati e i laureati sono precari, se giovani, esodati, se meno giovani, disoccupati e sottopagati?

Sarà che sono miope e presbite allo stesso tempo, ma il sig. Renzi dove vede la ripresa economica? Che lente di ingrandimento o peggio deformante usa prima di propinarci le sue quotidiane pillole di ottimismo da sagrestia? E l’opposizione che si è specializzata nel dipingere una Nazione a dir poco “sfigata” che pillole ci propinerà in caso di vittoria elettorale? Un dato è certo: dal governo Berlusconi fino al Governo Renzi le donne hanno assunto ruoli di spicco tra l’esecutivo e non tutte, anzi poche, verranno ricordate per il loro operato politico “positivo” bensì per riforme che hanno scardinato, nel migliore dei casi, e sconquassato, nei più discutibili, il nostro sistema amministrativo. In sostanza negli ultimi anni alle donne ministre è stato affidato il compito di svolgere “il lavoro sporco”. Alla Gelmini nella scuola, alla Fornero nel lavoro, alla Lorenzin nella sanità, alla Boschi nella delicatissima materia costituzionale e adesso alla Raggi e all’Appendino nell’amministrazione di due città emblema dell’Italia: Roma, la capitale della politica, e Torino, la capitale dell’industria italiana.

Forse era inevitabile tutto ciò dato che, dai tempi dei Faraoni ad oggi, alle donne si ricorre sempre nei momenti più complessi e delicati della vita privata e pubblica dell’umanità: per accudire casa e figli, genitori anziani, per surrogare i propri sposi o figli nel governare anche imperi mentre gli stessi erano nei campi di battaglia, per mantenere una parvenza di normalità laddove sono scoppiati conflitti mondiali o comunque guerre cruenti, per strappare alla fame e alle malattie i figli e gli anziani che nei luoghi di conflitti resterebbero abbandonati a sé stessi. Eppure nonostante ciò siamo le prime ad essere sacrificate, umiliate, usate, uccise (guarda caso) da uomini che altre donne hanno procreato, cresciuto ed educato. Allora io auguro alle donne che sono state chiamate a governare città con milioni di abitanti di essere collaborate, supportate apprezzate sia dagli uomini che hanno scelte sia e soprattutto da quelli che le hanno democraticamente avversate per dare la prova tangibile che, al di là delle differenze di sesso, ciò che contano sono le persone di buona volontà. E auguro agli uomini che si sono proposti in politica come “conservatori” e per ciò stesso hanno acquisito ruoli primari, quali quello di Sindaco, di avere la stessa sensibilità e onestà intellettuale insita nella natura femminile a cui viene dato il nome di accoglienza e di tolleranza… E se esiste un uomo che non riconosce ancora che queste sono le doti cardini di una madre, di una figlia, di una compagna, a quell’uomo chiedo solo un favore: compri un biglietto di sola andata per Marte!

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