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La distanza che separa Punta Secca e Dacca, nel Bangladesh – oltre 7mila chilometri – è stata annullata, annientata sabato pomeriggio, quando si è diffusa la terribile notizia della morte di Adele Puglisi. Donna di 54 anni, catanese, ma ormai da tempo figlia adottiva della terra di Montalbano. In via Kennedy, a casa del fratello, era solita trascorrere le sue estati. Ed è a Punta Secca che Adele avrebbe voluto trasferirsi quando si sarebbe decisa a lasciare il lavoro che ormai da anni la teneva lontana dal nostro Paese. Secondo gli amici era stanca di quella vita. Sabato, pochissime ore dopo l’assalto di un commando nel ristorante in cui era a cena, si sarebbe imbarcata per la Sicilia. A casa l’aspettavano il fratello Matteo e il cugino Costantino. Ma al posto di Adele si sono presentati Polizia e Carabinieri per notificarne la morte. Matteo ha accusato un malore ed è stato soccorso da alcuni familiari.

Il dolore ha attanagliato l’intera Punta Secca che Adele la conosceva bene. Il Comune di Santa Croce ha issato le bandiere a mezz’asta. Sui social sono apparsi messaggi di cordoglio unanime: a partire da quello del sindaco Franca Iurato, passando per quelli di alcuni amici che hanno voluto testimoniare il loro affetto. “Una cara amica colpita in Bangladesh – scrive Fabio -. La conoscevo da piccolissimo. Riposa in pace Adele, sei nel cuore di Punta Secca”. Maurizio compie gli anni ma la testa è altrove: “Vorrei poter sapere esprimere ciò che provo in questo momento, ma un dolore profondo mi opprime… ti ricorderò sempre così, sorridente e piena di vita, coraggiosa e forte… anche tu vittima di una “guerra religiosa” mai dichiarata e vigliacca! Dacca ti ha portato via insieme a tutti i ricordi della nostra adolescenza felice”. Anche Joseph si unisce al coro: “Con lo sguardo verso l’alto e il cuore nero, gelido, per quanto ti è successo! Ti aspettavamo a braccia aperte….Fisicamente non sei più qui con noi, ma non lascerai la nostra mente nemmeno per un giorno. Oggi una lacrima ma anche un sorriso per te, cara Adele…Donna Libera!”.

Adele era a cena all’Holey Artisan Bakery, in compagnia di un’amica, travolta anche lei dalla furia omicida, quando un commando di sette persone si è fatto largo tra la folla lanciando granate. I militanti dell’Isis hanno poi tirato fuori un Corano, intimando i presenti a leggere qualche verso per stabilire chi fosse islamico e chi no. Poi le esecuzioni. Nell’assalto sono morte venti persone, fra cui 9 italiani. C’era anche la nostra Adele, che qualche mese fa, dopo gli attentati di Parigi, aveva bollato come “vergognoso” il titolo “Bastardi Islamici” con cui il quotidiano Libero aveva esordito in prima pagina. Dei terroristi vigliacchi e senza scrupoli hanno deciso quale dovesse essere la sua fine.

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