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Deborah Iurato è una ragazza di 24 anni, ragusana doc. Faccia pulita e grinta smisurata, la sua testardaggine l’ha spinta nell’elite della musica italiana. A febbraio è arrivato il debutto al Festival di Sanremo, in coppia con l’altro “eroe de noantri”, Giovanni Caccamo. A Deborah, che si è sempre guadagnata tutto da sola, la strada del successo è stata spianata da Amici, il talent show condotto da Maria de Filippi, che nel 2013 l’ha vista consacrare di fronte al numerossimo pubblico di Canale 5. Deborah, per un momento, volge lo sguardo al passato: “Ho voluto fortemente Amici perché il mio obiettivo era entrare in una scuola, a contatto con dei professionisti, per 24 ore al giorno. Ho inseguito questo sogno per cinque anni e alla fine sono anche riuscita a vincere. Il talent non è solo un tramite per andare in tv e acquisire notorietà. Ma è soprattutto un modo per regalarti delle opportunità. Da bambina dicevo sempre a mio padre di voler fare la cantante, non mi interessava altro. Adesso ce l’ho fatta”. Deborah, con squisita disponibilità, si concede in esclusiva ai taccuini di Santa Croce Web.

Com’è andata dopo Amici? Quel successo ti ha caricato di aspettative e responsabilità eccessive?
“Quando partecipi a un talent vivi dentro una campana di vetro. Sei protetta e coccolata da chi ci lavora. Quando esci diventa tutto più difficile. Ma io amo quello che faccio e ho avuto la fortuna di trasformare la mia passione nel mio lavoro. E’ dura tenere i ritmi, ma credo che qualcosa di buono uscirà fuori”.

Consigli l’esperienza del talent a chi vuole diventare un artista?
“Solo se si affronta con le giuste motivazioni, senza l’arroganza di pretendere la fama. E comunque sì, è un’esperienza che consiglio. Sarebbe ingiusto dire a qualcuno di non coltivare più i propri sogni”.

E’ uscito da poco il tuo nuovo album: “Sono ancora io”. Ce ne parli?
“Si tratta di un disco intermedio, un recap dei due dischi precedenti. Ci sono dentro “Via da qui”, che ho cantato a Sanremo con Giovanni Caccamo, e tre inediti. Capita spesso, dopo aver ottenuto il successo mediatico, di perdere un po’ la testa… Per me non è stato così: devo dire grazie alle persone che mi sono vicine e al mio fan club, a cui sono sempre piaciuta così come sono… Il titolo dell’album vuole ribadire il concetto. Il video del singolo “Sono ancora io” l’ho girato fra Punta Braccetto e il castello di Donnafugata, cioè a casa mia. Il nostro territorio ha grandi potenzialità, anche sotto il profilo artistico, ma spesso ce ne dimentichiamo”.

Come si fa a convivere con la fama?
“Per me è sempre stato un po’ difficile reputarmi una persona…”

Importante?
“Ecco sì, faccio fatica a pronunciare quella parola (sorriso quasi imbarazzato, ndr). Io sono sempre rimasta uguale, è cambiato un po’ l’ambiente che mi sta attorno, è cambiata la mia vita lavorativa. Io non ho bisogno di sentirmi qualcuno o meglio di qualcuno. Siamo tutti uguali. Penso che il successo non abbia condizionato il mio modo di fare”.

Che emozioni ti ha regalato il palco di Sanremo?
“Dopo aver vinto Amici, ho subito detto che il sogno era sfiorare il palco dell’Ariston, anche con un dito. Quel teatro è la realizzazione di un’artista. Le emozioni che ho provato non sono semplici da raccontare, tremavo tutta… Per fortuna avevo accanto a me Giovanni (Caccamo, ndr), un amico. Abbiamo gestito insieme la tensione, farlo da sola sarebbe stato molto più difficile”

Nei tuoi spostamenti per l’Italia, cosa porti della tua ragusanità?
“Vivo a Milano da due anni e mi sono ambientata alla stragrande. Ma le origini non si dimenticano. Quando parlo ho ancora una cadenza siciliana, tutti capiscono da dove provengo. Ma la cosa non mi dà affatto fastidio, anzi mi rende fiera. Io sono siciliana ed è questa casa mia. Torno quando posso ed è sempre un gran piacere ritrovare amici e familiari”.

Pensi che la Sicilia offra ai giovani le opportunità che meritano?
“Purtroppo no. E sapere che i giovani per realizzarsi debbano spostarsi in grandi città o addirittura all’estero è una cosa che dispiace. Sono convinta che la nostra terra abbia grandi potenzialità, che però non vengono sfruttate a dovere. A Milano ho trovato una mentalità più aperta”.

Nella tua breve carriera, qual è l’incontro più bello e inaspettato?
“Il duetto con Anastacia ad Amici. Lei era il mio idolo, cantarci insieme è un’esperienza irripetibile. Ma ho fatto tanti incontri: con Alessandra Amoroso, Laura Pausini, Massimo Ranieri, gente che fino a un paio d’anni e mezzo fa non avrei mai immaginato di conoscere”.

Cosa c’è nel futuro di Deborah Iurato?
“Mi piacerebbe vivere l’esperienza di Sanremo anche da sola. Ma non ho un sogno nel cassetto. Voglio godermi la vita giorno per giorno e fare sempre meglio. Lo devo a me stessa, ma anche tutte le persone che mi vogliono bene”.

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Deborah alle prese con qualche autografo
Deborah alle prese con qualche autografo

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