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Varcata la metà di agosto, non accenna ad arrestarsi la polemica sulla mancata attivazione del servizio di vigilanza e salvataggio sul litorale camarinense. Il recente accordo con il Comune di Ragusa, che mette a disposizione la Protezione Civile per salvaguardare anche il territorio di Santa Croce, non soddisfa Antonello Firullo, esperto di demanio marittimo e sempre in prima linea per il rispetto della legalità sul suolo demaniale: “Sembra un goffo e banale tentativo di mettere a tacere le tante, anzi moltissime, critiche rivolte all’Amministrazione Comunale di Santa Croce Camerina poste dai cittadini e soprattutto dai turisti per il mancato servizio di salvataggio con i bagnini nelle spiagge. Personalmente ritengo arduo un intervento immediato da parte della Protezione Civile di Ragusa che deve partire dal Porto di Marina e raggiungere in tempi brevissimi, in caso di un immediato pericolo, le zone di Punta Secca e anche oltre, condizioni del mare permettendo e comunque rammento che si tratta di un intervento via mare e non dalla spiaggia”.

Firullo, alla luce dei dati raccolti nella sua indagine, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Ragusa, in cui chiede al procuratore di “accertare le motivazioni per le quali il Comune di Santa Croce Camerina a differenza degli anni scorsi, non ha garantito il servizio di salvataggio nelle spiagge di pertinenza previa postazione dei bagnini con i mezzi di soccorso, servizi imposti dalla Legge Regionale numero 17 del 01.09.1998, art. 1 comma 2; comma 3; comma 4; art. 2 comma 1, a salvaguardia dell’incolumità dei bagnanti”. Vi riportiamo integralmente il testo dell’esposto:

AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI RAGUSA

 

Oggetto: obbligo di vigilanza con postazione dei bagnini sulle spiagge di pertinenza del Comune di Santa Croce Camerina in Provincia di Ragusa – Esposto.

Io sottoscritto, Firullo Antonio nato a Scicli 11.12.1965 ed ivi residente in C/da Dammusa, sn, con la presente nella qualità di fruitore delle spiagge di pertinenza del Comune di Santa Croce Camerina, espongo:

da alcuni giorni e in più occasioni giungono notizie di stampa di bagnanti in difficoltà nel mare antistante alla spiaggia di Punta Secca ed esattamente di fronte alla famosa “casa del Commissario Montalbano”, meta, peraltro, di numerosi turisti.

Non ultima la notizia di persone che hanno formato una catena umana dalla battigia per raggiungere e salvare due persone anziane in chiare difficoltà tra le onde del mare mosso.

Dalle notizie lette mi sono recato nella spiaggia “incriminata” antistante alla casa di “Montalbano” dove ho accertato “de visu” che a tutt’oggi non è garantito alcun servizio di salvataggio per l’incolumità dei bagnanti.

La spiaggia non ha la presenza dei bagnini con i mezzi di soccorso necessari per raggiungere i bagnanti in difficoltà, invece, ho notato la posa di alcuni cartelloni con l’avviso, in più lingue, del pericolo di balneazione che conferma il mancato servizio di salvataggio.

Posto quanto sopra, rappresento che:

  • con Ordinanza numero 29/2016 il Comando della Capitaneria di Porto di Pozzallo con l’articolo 17 comma 1 avvisa i Comuni costieri della Provincia di Ragusa ad “assicurare il servizio di salvamento” nelle spiagge libere;
  • la Legge della Regione Sicilia n.17/1998 impone: “oltre ai concessionari esercenti di stabilimenti balneari anche alle amministrazioni di tutti i Comuni costieri dell’isola di assicurare, nell’ambito dei litorali di rispettiva giurisdizione devoluti alla pubblica balneazione, apposito servizio di salvamento conforme alle disposizioni di dettaglio impartite dall’Autorità marittima” :

articolo 1:

  • comma 2: lungo le spiagge di cui al comma 1 i comuni sono tenuti ad assicurare un servizio di vigilanza balneare con presenza di bagnini di salvataggio,
  • comma 3: “i comuni di cui al comma 1 sono tenuti altresì a dotare le spiagge delle attrezzature e dei servizi necessari per l’incolumità della vita a mare, nel rispetto delle disposizioni dalle competenti capitanerie di porto” ,
  • comma 4: “il servizio di vigilanza predisposto dai comuni deve essere assicurato tutti i giorni, senza interruzione, dalle 09:00 alle 19:00, per un periodo non superiore a 120 gg. tra il primo maggio e il trenta giorni settembre di ogni anno”.

articolo 2:

  • comma 1: “lungo le spiagge libere di propria pertinenza i comuni sono tenuti ad assicurare la presenza di almeno due bagnini di salvataggio ogni 150 mt. di spiaggia e fino ad un massimo di 2 Km”,

articolo 3:

  • comma 1: “i comuni provvedono all’espletamento dei servizi di cui alla presente legge direttamente o mediante affidamento a imprese, società ed associazioni”.

Risulta allo scrivente, a quanto è dovuto sapere, che negli anni precedenti nelle spiagge di pertinenza del Comune di Santa Croce Camerina, il servizio di salvataggio è stato regolarmente svolto con la presenza dei bagnini dislocati in più parti e con le postazioni  dotati delle relative attrezzature, gommone compreso.

Sembra, sempre a quanto è dovuto sapere, che negli anni precedenti il servizio di salvataggio è stato assegnato ad una associazione privata la Sea’s Life”, alla quale è stato aggiudicato un bando pubblico per una spesa annua di circa venti mila euro.

In data 18.07.2016 il Gruppo Consiliare “Noi ci Crediamo”, sempre a seguito di notizie di stampa, con specifica nota, rappresenta al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale di Santa Croce Camerina la denuncia dell’Associazione “Sea’s Life” per “l’inosservanza da parte del nostro comune dell’art.17 dell’Ordinanza di Sicurezza balneare 29/2016 della Capitaneria di Porto di Pozzallo” e chiede di sapere….”se istituirà o no il servizio di salvamento sulle spiagge libere per la stagione estiva 2016 e se intende accogliere e in che termini la proposta di collaborazione con l’associazione Sea’s Life”.

Alla sopra richiesta, meglio richiamata in oggetto come “Question Time”, risponde l’Assessore al Bilancio, Ambiente e Spettacoli Giansalvo Allu’ riferendo in aula consiliare che “…. la problematica del salvamento sulle spiagge libere per la stagione estiva 2016 scaturisce essenzialmente dalla carenza di risorse; mancando i trasferimenti da destinare per tali finalità da parte della Regione…”.

E’ incomprensibile che le bellissime spiagge del Comune di Santa Croce Camerina, lodate pubblicamente anche dal Sindaco Iurato e riconosciute in tutto il mondo per la “location” della casa di Montalbano, siano prive del servizio di salvataggio per la salvaguardia e l’incolumità dei bagnanti e dei turisti a causa di un’insolvenza finanziaria.

Un “modus operandi” certamente non degno di un assessore al bilancio quello di non potere  garantire una spesa così importante e di poche miglia di euro in un comune che intende valorizzare il proprio territorio.

Una spesa necessaria per la salvaguardia dei propri cittadini e dei turisti fruitori delle bellissime spiagge, però, mi risulta che circa trenta mila euro sono state spese per abbellire la piazzetta antistante la famosa casa del “Commissario Montalbano”.

In data 10.08.2016 il Sindaco del Comune di Santa Croce Camerina, la Signora Franca Iurato, ha condiviso sul proprio profilo di Facebook un post pubblicato dal noto giornale on line “Santa Croce Web”.

Il sindaco dichiara e conferma che il mancato servizio di salvataggio è da imputare solo ed esclusivamente alla mancanza di fondi atteso che… “da quando Regione e Provincia non prevedono più trasferimenti per questo (e molto altro), è chiaro che l’ente comune, da solo, non può affatto sostenere la spesa di un servizio, peraltro vincolato allo stretto controllo della Capitanerie che richiedono requisiti molto difficili da soddisfare dalle società che risponderebbero al bado di gara”.

Alle dichiarazioni del Sindaco mi corre l’obbligo rispondere che :

  1. a quanto mi è dovuto sapere, la Regione Sicilia non eroga il 50 per cento dei fondi in favore dei comuni costieri, quale contributo finanziario per l’assistenza dei bagnini nelle spiagge libere di pertinenza, già dall’insediamento dell’Amministrazione Iurato al Comune di Santa Croce Camerina;
  2. a quanto mi è dovuto sapere, il Comune di Santa Croce Camerina, l’Amministrazione in capo al Sindaco Iurato, ha garantito sin dal suo insediamento il servizio di salvataggio con i bagnini previo bando pubblico, aggiudicato in più occasioni alla ditta “Sea’s Life” e, sembra, senza alcun contributo del 50 per cento dalla Regione;
  3. il corrente anno è il primo e l’unico che il Comune di Santa Croce Camerina non ha garantito, durante la stagione balneare ancora in corso, la sicurezza nelle spiagge libere di propria pertinenze con i bagnini;
  4. non risulta vero che il servizio di salvataggio “è vincolato allo stretto controllo della Capitaneria”, nevvero, infatti, che la Capitaneria di Porto di Pozzallo con l’articolo 17 nell’Ordinanza numero 29/2016, demanda il controllo anche e soprattutto ai Comuni Costieri della Provincia di Ragusa;
  5. i requisiti richiesti ai comuni costieri da parte della Capitaneria di Porto di Pozzallo e imposti nell’Ordinanza balneare numero 29/2016 per il servizio di salvataggio nelle spiagge libere, sono identici ai requisiti richiesti ed imposti ai concessionari degli stabilimenti balneari presenti anche sul territorio di Santa Croce Camerina e che risultano attrezzati di tutto l’occorrente con spese proprie e senza alcuno aiuto finanziario dalla Regione Sicilia;
  6. il mancato contributo finanziario pari al 50 per cinquanta per cento dalla Regione Sicilia, certamente non esime l’Ente Comunale ad un obbligo di legge ben preciso al fine di garantire la sicurezza dei bagnanti nelle spiaggia di propria pertinenza, ne può essere una scusante.

L’undici Agosto scorso l’Amministrazione Comunale di Santa Croce Camerina comunica di avere “firmato il protocollo d’intesa tra il Comune di Ragusa e il Comune di Santa Croce Camerina per il controllo nei territori a confine tra i due comuni e lungo la costa” – protocollo d’intesa delibera 11.08.2016.

A mio modesto parere benchè lodevole l’iniziativa, sembrerebbe, però, un goffo e banale tentativo di mettere a tacere le tante, anzi moltissime, critiche rivolte all’Amministrazione Comunale Santa Croce Camerina poste dai cittadini e soprattutto dai turisti per il mancato servizio di salvataggio con i bagnini nelle spiagge.

Personalmente lo ritengo arduo un intervento immediato da parte della Protezione Civile di Ragusa che deve partire dal Porto di Marina e raggiungere in tempi brevissimi, in caso di un immediato pericolo, le zone di Punta Secca e anche oltre, condizioni del mare permettendo e comunque rammento che si tratta di un  intervento via mare e non dalla spiaggia.

Pertanto alla luce di quanto sopra esposto, voglia la Sv Illustrissima, Procuratore della Repubblica di Ragusa, accertare quale le motivazioni per la quale il Comune di Santa Croce Camerina a differenza degli anni scorsi, non ha garantito il servizio di salvataggio nelle spiagge di pertinenza previa postazione dei bagnini con i mezzi di soccorso, servizi imposti dalla Legge Regionale numero 17 del 01.09.1998, art. 1 comma 2; comma 3; comma 4; art. 2 comma 1, a salvaguardia dell’incolumità dei bagnanti.

Certo di un sollecito riscontro colgo l’occasione per porgere Cordiali Saluti e chiedo di essere informato qualora il presente esposto sarà archiviato.

Scicli 16.08.2016

Grazie

                                                                                       Firullo Antonio

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