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“Non accettiamo che l’Amministrazione comunale continui a pasticciare su un tema delicato come quello del riassetto del territorio. Per questo, con una lettera indirizzata al presidente della Regione e agli assessorati competenti, abbiamo chiesto l’intervento di un commissario che si occupi di portare avanti le varianti al Piano regolatore generale del Comune di Santa Croce”. I consiglieri comunali Rosario Pluchino e Salvatore Di Marco (#DiventeràBellissima”), alla luce della mancata approvazione della variante proposta dall’Ufficio Tecnico (“Ma mancava l’atto di indirizzo che è competenza dell’organo politico-amministrativo” sottolineano) intendono dare battaglia. La proposta dell’UTC, inoltre, riguardava il riassetto dei 15000 mq della zona A2, l’area di Punta Secca per intenderci, tralasciando il centro urbano di Santa Croce: “Una cosa che, alla luce degli ultimi terribili accadimenti nel centro Italia, riteniamo inaccettabile. L’Amministrazione continua a parlare solo di Punta Secca, noi gradiremmo ci si dedicasse maggiormente anche ai 220.000 mq del centro urbano (zona A1). In questo modo la gente che avrebbe voglia di demolire le proprie abitazioni e ricostruirle, dotandole di caratteristiche anti-sismiche, potrebbe farlo”.

Con la pubblicazione  della Legge  Regionale n°13 del 10 luglio 2015, sono entrate in vigore le nuove norme con le quali il Governo Regionale intende favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici per favorirne la tutela, la valorizzazione e la rivitalizzazione economica e sociale: “Noi condividiamo lo spirito della legge, ma non accettiamo che sia interessata una minima parte del territorio. Ci siamo candidati nella lista di questo sindaco perché, a differenza di quanto non avvenne con il suo predecessore Schembari, avremmo voluto ri-ammodernare il territorio. Ma questa Amministrazione non ha mosso un dito. Ad esempio, anche il piano spiagge è rimasto tale e quale a quello di dieci anni fa. Sul tema varianti, reputo che un commissario possa fare certamente meglio di chi ci governa”.

ECCO LA RICHIESTA DI COMMISSARIAMENTO

Ø  Al Signor Presidente della Regione Siciliana

Ø  Al Signor Assessore Regionale dei Beni Culturali  e l’Identità Siciliana

Ø  Al Signor Assessore Regionale  per il Territorio e l’Ambiente

Ø  Al Signor Prefettodi Ragusa

 e,pc.   

Ordine degli Ingegneri

Ordine degli Architetti

 della Provincia di Ragusa

 

Santa Croce Camerina  Lì 27 Agosto 2016

oggetto : applicazione enigmatica della legge regionale 13/2015: richiesta commissariamento

I sottoscritti Consiglieri Comunali del Gruppo Consiliare #DiventeràBellissima del Comune di Santa Croce Camerina espongono:

Il Comune di Santa Croce Camerina è dotato di Piano Regolatore Generale approvato con decreto del dirigente ARTA n.188 il 17.3.2005. e vi sono indicati due centri storici:

zona A1nel centro urbano, vasto all’incirca 220.000 mq, comprende la struttura urbana di interesse storico e architettonico coincidente con il nucleo di fondazione e la sua espansione sino al 1900 circa.

Vi insistono edifici di pregio storico e artistico quali la Chiesa Madre realizzata tra il 1787 e il 1887 su impianto del sec.XIII, la Chiesa del Carmine, del sec. XIII, il palazzo Ciarcià-Vitale del secolo XVIII, il Palazzo Municipale sorto sull’impianto originario del convento dei PP. Carmelitani del XIII secolo, palazzi signorili del XIX secolo e della prima metà del XX secolo (liberty).

E’ oggetto di Piano Particolareggiato di Recupero assieme all’area archeologica in prossimità del Castello Fontana.

Zona A2, nella fascia costiera ,copre un’area di circa 15000 mq e comprende l’area della borgata antica della frazione di Punta Secca.

Si è sviluppata attorno alla Torre Scalambri (risalente al 1594), alla Torre del Faro (risalente al 1859), alla Caserma Dogana risalente al 1884 (edificio non più esistente perché recentemente demolito ma rappresentato nella cartografia e nel PRG vigente) ed è delimitato da Piazza della Concordia, da Via Paolo Sesto, da Via Fratelli Bandiera e da Piazza Torre.

Nel fatto

Con la pubblicazione della Legge Regionale n°13 del 10 luglio 2015, sono entrate in vigore le NUOVE norme con le quali il Governo Regionale intende favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici per favorirne la tutela, la valorizzazione e la rivitalizzazione economica e sociale.

L’Ufficio Tecnico Comunale ne ha seguito l’iter presentando una proposta prima alla Giunta Municipale e poi in Consiglio Comunale per la approvazione definitiva risultando invece non  approvata .

Dalla discussione e dal confronto  politico sono emerse alcune incertezze  in merito alla procedura di approvazione dell’atto che hanno convinto gli scriventi a rivolgersi alle autorità in indirizzo .

Infatti, lo Statuto Comunale attribuisce esplicitamente al Consiglio Comunale  l’approvazione di  interventi di pianificazione del territorio (quindi PRG e atti connessi), alla Giunta Comunale compete l’elaborazione e la proposta.

Lo studio di dettaglio previsto nella legge è da considerarsi a tutti gli effetti un atto di programmazione con norme attuative e regolamentari sul patrimonio edilizio ricadente nel centro storico – di tutto il centro storico – sia in quello di Santa Croce centro che in quello di Punta Secca.

Agli atti non esiste documentazione dalla quale si rilevino le direttive o gli indirizzi in merito all’elaborazione dello Studio citato che la Giunta Comunale, quale organo competente, avrebbe dovuto indicare all’ufficio; invero si limita a una mera presa d’atto della proposta dell’UTC .

Entrando nel merito ­della relazione esplicativa delle scelte si legge.

al paragrafo 5 il centro storico viene esteso “ad un fabbricato limitrofo… poiché lo stesso presenta la permanenza totale di caratteri architettonici tipici“: Si tratta di  una variante allo strumento urbanistico; atto di competenza del Consiglio Comunale  e  iniziativa che  potrebbe  provocare un possibile contenzioso  a tutto danno dell’ente.

al paragrafo 6 “rilevazione del patrimonio edilizio esistente nell’area delimitata”, non si può non tenere conto fra gli altri edifici pubblici aventi valenza sociale e culturale dell’area, della esistenza abbondantemente documentata, della Caserma Dogana istituita con Regio Decreto del Regno delle Due Sicilie del 12/03/1833 e demolita nel 2014. Oggi di quell’edificio non  rimane che un’area abbandonata ancorchè nel piano triennale delle opere pubbliche destinata a “Belvedere Attrezzato“.

Pertanto

non convincono non solo il fatto che lo studio di dettaglio contenga delle varianti al PRG che sono di  competenza esclusiva del Consiglio Comunale ma anche che interessi solo una modesta parte (15.000 mq) e non TUTTO il centro storico (oltre 220.000 mq ) indicato nel PRG vigente.

Rimane ingiustificata l’ingerenza da parte dell’Ufficio Tecnico Comunale in atti non di sua competenza (varianti al PRG) e la mancata inclusione nello studio di dettaglio del Centro Storico A1 dove insistono edifici di grande pregio e che vive il triste fenomeno dell’abbandono dell’edificato esistente.

Tanto premesso

nell’interesse prioritario della collettività che rappresentiamo a evitare lungaggini burocratiche e interpretazioni enigmatiche della legge de quo

Chiediamo

di voler provvedere  all’invio  di un commissario con poteri sostitutivi al fine di emanare provvedimenti che vanno incontro alle reali esigenze della nostra collettività  e che interpretano lo spirito autentico della legge.

E di voler notificare all’indirizzo in calce l’iter della pratica.

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