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Il Consiglio di Stato dà il via libera alle trivelle nel Canale di Sicilia e boccia il ricorso presentato dalle amministrazioni comunali di Ragusa, Santa Croce, Palma di Montechiaro e Licata, oltre che dall’Anci e dal Touring Club Italia e da cinque associazioni ambientaliste contro la Presidenza del Consiglio, il Ministero dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, dei Beni Culturali e anche contro le società Eni e Edison titolari delle concessioni. Le due società potranno andare avanti con i loro progetti che prevedono attività ulteriori di ricerca nella fascia marina che va da Licata fino a Pozzallo, passando per Gela e il litorale ibleo. Tra le attività previste ci sono il completamento dei campi petroliferi Argo, Cassiopea, Gemini e Centauro ed una piattaforma, denominata K, dal costo di 700 milioni prevista proprio nel mare ibleo, che dovrà mettere in collegamento i campi Argo e Cassiopea. Eni ed Edison hanno avuto inoltre in concessione per altri 20 anni la possibilità di ricercare idrocarburi nel Canale di Sicilia. Il ricorso era stato presentato per ottenere l’annullamento della sentenza del Tar del Lazio risalente al 2014 fa che si era espresso positivamente per la ricerca di idrocarburi da parte delle due società.

Da qui il ricorso al Consiglio di Stato da parte di amministrazioni e associazioni portatrici di interesse pubblico che intendevano salvaguardare la salute del mare siciliano anche e soprattutto in funzione dello sviluppo turistico. Niente da fare perché il ricorso è apparso ai giudici «zoppicante» perché scarsamente motivato. Nella motivazione si legge tra l’altro: «Nell’atto di appello di circa 40 pagine i riferimenti critici alla motivazione della sentenza di primo grado sono quasi del tutto assenti, il che rende l’appello inammissibile».  (corrierediragusa.it)

2 Commenti

  1. Gianni

    3 settembre 2016 a 12:03

    Ringraziamo di cuore tutti i PDioti che hanno votato Crocetta e che lo rivoteranno alle prossime elezioni regionali….Grazie del regalo che avete fatto ai nostri figli

    Rispondi

  2. Osservatore divertito

    5 settembre 2016 a 11:24

    In effetti la riviera romagnola fa fatica dal punto di vista turistico con tutte quelle trivelle che si vedono a largo!
    Ma per favore!
    Nel nostro mare non ci sono giacimenti petroliferi, ma bensì di gas.

    Rispondi

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