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C’erano il papà, la sorella e gli zii, la grande famiglia allargata dei suoi amici con la maglietta del ‘Kiosko’. C’erano davvero tutti a rendere omaggio per l’ultima volta a Fabio Statello, scomparso il 13 settembre ad appena 37 anni in seguito a un male incurabile. C’era il cuore pulsante di Punta Secca, che ha voluto salutare a modo suo l’amico di tutti. Si sono dati appuntamento venerdì sera alle 22.30 sul lungomare Amerigo Vespucci, a due passi dal chiosco che lo ha reso celebre, dove ogni estate lavorava ma soprattutto affermava se stesso, la sua sensibilità, la sua gentilezza. Hanno portato le lanterne cinesi che, nonostante il vento, si sono alzate in volo e hanno illuminato il borgo marinaro. Poi Vincenzo e Salvo, due amici di vecchia data, si sono immersi in acqua per liberare due barchette in polistirolo, colme di addobbi floreali. Al loro ritorno applausi scroscianti. La sorella Elena, al chiosco, ha offerto birra per tutti: “Purché la dividiate fra di voi. Fabio avrebbe voluto così, è un omaggio da parte sua”. I pensieri si rincorrono, c’è voglia di tornare a vivere per renderlo felice. Anche l’ultimo saluto, ai funerali di giovedì, era stato commovente: dopo la messa officiata da don Flavio Maganuco, Fabio è stato accompagnato, fra due ali di folla, di fronte alla Putìa, il posto in cui era solito consumare le serate con gli amici. E’ partita la musica dei Daft Punk con la canzone che lo faceva stare bene. Un modo gioioso e originale di dire addio. Per nulla scontato. Perché neanche Fabio lo era.

Fabio Statello (foto di Vincenzo Gulino)
Fabio Statello (foto di Vincenzo Gulino)

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