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Di firme (ancora) non ne sono arrivate tante, ma l’idea balena nella testa di molti santacrocesi. Così alcuni di essi si sono fatti promotori di una petizione per anticipare i festeggiamenti di Santa Rosalia, la co-patrona di Santa Croce, e farli coincidere con la loro data naturale: il 4 settembre. “O quanto meno alla prima domenica utile” si legge nel testo della raccolta firme, creata sul sito firmiamo.it. La sospensione per il maltempo di domenica scorsa e lo slittamento della processione – oltre al concerto del Risveglio Bandistico Kamarinense – al prossimo weekend, hanno fatto storcere il naso ai più tradizionalisti: “Siamo del parere sia meglio festeggiare Santa Rosalia il 4 settembre (o la prima domenica più vicina a tale data) e non a metà settembre come succede da sempre. I camarinensi – si legge nelle motivazioni – anche se ancora in villeggiatura, farebbero volentieri lo sforzo di tornare per un weekend in paese e sicuramente molti turisti ancora in zona verrebbero volentieri a dare un’occhiata, soprattutto se la festa venisse accompagnata da manifestazioni ed eventi culturali. Chiediamo, pertanto, che si rimoduli la data dei festeggiamenti esterni, di modo che combacino quanto più possibile con quelli liturgici”.

L’idea, però, non è accolta con favore dal Comitato Feste della parrocchia. Abbiamo sentito Giuseppe Pluchino, uno degli esponenti più “anziani” del gruppo: “Alla base della decisione di festeggiare Santa Rosalia la seconda o terza settimana di settembre, c’è una logica. Quando tentammo, circa un decennio fa, di ripristinare la data del 4 settembre fu un tonfo totale. La gente è ancora al mare e non ha alcuna intenzione, ve lo posso garantire, di tornare in paese per partecipare alla questua o alla processione. In questo modo si innescherebbe un meccanismo penalizzante, soprattutto da un punto di vista economico”. Pluchino mette le mani avanti: “Qualcuno potrebbe pensare che si organizzano i festeggiamenti esterni solo per portare un contributo alla parrocchia, ma non è così. Vi dirò di più: nelle ultime edizioni della festa di Santa Rosalia ci abbiamo addirittura rimesso. Non si è riusciti a garantire nemmeno la copertura delle spese per luci, fuochi d’artificio e banda comunale, cioè le tre componenti essenziali per fare in modo che una festa sia veramente tale”.

Nella petizione si chiedono anche eventi e manifestazioni culturali che facciano da cornice al momento liturgico: “Nei due mesi che anticipano la festa, il comitato comincia a “sondare” il contributo economico che arriva dai cittadini. Negli ultimi anni è stato risibile anche per le celebrazioni di San Giuseppe. Quando ci si accorge di questo andazzo, la previsione di spesa inevitabilmente si abbassa. Così se prima si allestiva un programma da 15mila euro, adesso siamo passati a 7-8mila. Anziché chiedere e basta, a volte bisognerebbe riflettere. Rispetto agli anni scorsi, in occasione di Santa Rosalia, non possiamo permetterci un cantante o un complesso. Sopperiamo con l’esibizione della banda musicale”. “A quelli che hanno la memoria corta – insiste Pluchino – ricordo che una volta Santa Rosalia veniva celebrata il 10 ottobre, al termine della vendemmia. Quindi l’ipotesi che si voglia stravolgere la data dei festeggiamenti proprio non esiste”. La petizione ha poche chance di essere accolta, dato che alle 18 del 20 settembre le firme sono giusto una manciata (19): “Se firmassero in duemila, la commissione valuterebbe il da farsi. Anche se l’ultima parola spetta al parroco. Ma, ripeto, anticipare i festeggiamenti al 4 settembre è impensabile. Sarebbe rischiosissimo anche per gli operatori commerciali. E’ l’esperienza che ce lo insegna. E poi sabato sera, nonostante la contemporaneità con l’addio all’Estate di Marina di Ragusa, la piazza era strapiena”. Guai, però, a chi tocca la co-patrona: “Se qualcuno proponesse di cancellare Santa Rosalia mi opporrei fermamente. Il parroco riesce ancora a organizzare una festa liturgica dignitosa, con tantissimi appuntamenti che i fedeli sentono molto. La festa esterna, invece, ha numerose variabili. Essere devoti alla santa non vuol dire essere devoti a luci e bancarelle”. (@riproduzione riservata)

Giuseppe Pluchino
Giuseppe Pluchino

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