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“È arrivato il momento di tirare le somme”. Così esordisce Salvatore Di Marco, consigliere d’opposizione, rivolgendosi al gruppo Agricoltori che, con il sostegno dell’Amministrazione comunale, avrebbe dovuto consegnare alla città ed agli imprenditori agricoli il marchio di qualità denominato “Primizie di Montalbano”. “Ho dovuto subire attacchi, spesso personali, per aver affermato che non si possono spendere i soldi dei cittadini, senza avere un ritorno economico. Il dibattito in questi quattro anni ha coinvolto pure i partiti: persino il PD era entrato a gamba tesa, definendomi “blasfemo e cieco all’innovazione”. Dopo quattro lunghi anni, i fatti e la spesa di quasi 100.000 euro hanno travolto la dialettica, il buon lessico e la spiccata arte della retorica che ha sostenuto pure l’insostenibile. Oggi la certezza inopinabile è il fallimento della novità, costata ai cittadini e cavallo di battaglie elettorali anche per i comuni limitrofi”.

“E senza entrare nel merito della questione – continua Di Marco – lascio le chiacchiere a chi non si è nemmeno informato sulla funzionalità dell’innovazione di un marchio che sarebbe dovuto essere già operativo. Adesso posso affermare che questo marchio, seppur pronto da un anno, non ha avuto ad oggi nessuna adesione. E pur credendo fortissimamente nella ricerca o in strade che portano allo sviluppo ed alla commercializzazione delle nostre produzioni agricole, il tempo è stato galantuomo e mi ha dato ragione. Quei soldi sarebbero potuti servire alle famiglie che mandano i propri figli a studiare. Non bastano più le dimissioni, ma è necessario che intervenga la Corte dei Conti”.

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