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Veronica Panarello fa le prove generali in vista delle dichiarazioni spontanee che lunedì prossimo renderà in udienza davanti al Gup di Ragusa. Dall’altra parte del tavolo, presso il carcere Lanza di Catania, c’è ancora il marito Davide Stival. A narrare i retroscena dell’incontro avvenuto mercoledì scorso è il quotidiano ‘La Sicilia’. Davide ha accettato l’invito della moglie e intorno alle 13 si è recato al penitenziario. “Hanno sempre detto che nella morte di Loris mancava il movente e io finalmente ne ho dato uno forte e credibile” spiega la Panarello. Il riferimento, dolorosissimo per Davide, è al coinvolgimento di suo padre. “È stato lui, te lo giuro. L’ha ucciso lui nostro figlio”. Gli rivela che ha “ricordato altri particolari, altri dettagli importanti di quella mattina”. Lui la incalza, le chiede di dirle tutto; s’innervosisce. Lei si ritrae: “Dirò tutto lunedì, so già cosa devo dire. Mi crederà anche il giudice, ma prima voglio che devi credermi tu. Devi stare dalla mia parte…”. La risposta di Davide è quella di sempre: “Veronica, non ti credo”.

L’indagine per concorso in omicidio e occultamento di cadavere a carico di Andrea Stival sarebbe però a un passo dall’archiviazione. Il suocero di Veronica, a prescindere dalla natura del rapporto fra i due, non è collocabile sul luogo del delitto, il suo alibi regge. È ipotizzabile che subito dopo l’udienza di lunedì – o comunque dopo la conclusione del rito abbreviato prevista per metà ottobre con la sentenza del gup Andrea Reale – la Procura di Ragusa scriva la parola fine sul coinvolgimento del suocero. Anche se la donna potrebbe reiterare la richiesta di confronto all’americana con il suocero che le è già stata negata dal pm Marco Rota.

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