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Abbiamo chiacchierato con l’assessore all’Agricoltura, nonché vice sindaco dell’amministrazione di Santa Croce Camerina, Francesco Corallo, che, ormai agli sgoccioli del suo mandato (per l’imminenza delle prossime elezioni amministrative), ci ha parlato di alcuni argomenti molto sentiti in questo periodo.

Ci sono state tante polemiche sul marchio di Montalbano, a che punto siamo?
È una delle attività che è stata completata e gli agricoltori, penso, che si stanno organizzando per potere approfittare di questa occasione perché oggi possiamo dire che è l’ultima chance che hanno. Il Comune ha fatto il proprio dovere, ha portato a disposizione della cittadinanza e di tutti gli agricoltori un mezzo per potere sbarcare il lunario e potere trovare un mercato di nicchia molto importante. Ognuno può dire quello che vuole, ma la cosa importante è che il marchio è uno strumento che è stato messo a disposizione dell’agricoltura del nostro territorio e sicuramente, non quest’anno o un altro anno, sarà una chance, lo sviluppo che nessuno potrà più fermare, sia di chi è pro che di chi è contro. È come il progresso, una volta avviato non si può più fermare, lo si può rallentare ma non fermare, il seme è stato messo. Il marchio è un patrimonio della nostra comunità che nessuno credo abbia intenzione di fare perdere. Non è una questione di destra, sinistra o di centro, ma è una questione di sopravvivenza delle nostre aziende.

Ma lei come vede l’agricoltura nel nostro paese?
L’agricoltura sta attraversando un bruttissimo momento di commercializzazione, non di produzione, quindi bisogna aggiustare il tiro sulla commercializzazione. C’è stato un cambiamento sulla distribuzione che è passata nelle mani della grande distribuzione, quindi c’è gente che compra alla migliore offerta. Siccome i nostri agricoltori non sono organizzati, non hanno potere contrattuale e sono alla mercé di tutti. I nostri agricoltori sanno produrre bene, secondo le normative, tutto l’indotto va bene se va bene l’agricoltura. Se non va bene l’agricoltura non va bene nulla, ancora non possiamo dire di vivere di turismo.

A proposito, il turismo come è andato quest’anno?
Abbiamo avuto un incremento notevole e continua ad esserci ancora gente. Passeggiavo con amici miei che sono venuti da Bologna per vedere questi luoghi e dicevano che si parla di questi luoghi in tutta Italia. Questo significa che abbiamo fatto bene a puntare su queste risorse. Poi c’è a chi piace e a chi non piace. A noi piace. A Punta Secca, per esempio, la gente che viene vuole pulizia e ordine, la ZTL permette di fare una bella passeggiata e questo è un fatto positivo. E poi ci sono tutte le opere in corso, dal belvedere fino a quello che già si è fatto.

In merito ai fenomeni di microcriminalità che continuano a farsi sentire, cosa sta facendo l’amministrazione?
Noi come amministrazione abbiamo fatto tanto e continueremo a fare tanto fino all’ultimo giorno del nostro mandato. Noi abbiamo fatto dei protocolli d’intesa con le forze dell’ordine, dove mettiamo dei soldi per poter pagare la benzina. Abbiamo riportato la polizia provinciale sul nostro territorio. Abbiamo cercato e continuiamo a cercare tante soluzioni per delle problematiche. Con un colpo di bacchetta magica non possiamo risolvere tutto.

Lei, in vista delle nuove elezioni, come vede la situazione politica di Santa Croce?
Io penso che ci sarà un bellissimo confronto a livello elettorale e questo è il sale della democrazia. Più liste ci saranno meglio sarà, perché più programmi, più proposte, più idee nuove e innovative più si potrà scegliere. Il candidato come priorità sarà il sindaco uscente, poi sarà la coalizione a decidere le alleanze da fare ed eventualmente scegliere un altro candidato.

C’è sentore che il sindaco Iurato possa ricandidarsi?
Io non lo so, questa domanda specifica non gliel’ho fatta, ma glielo chiederò. E’ prioritaria la sua candidatura, che ben venga tutto il resto. È una coalizione molto bella dove gli agricoltori sono scesi in campo ed hanno potuto toccare con mano il loro destino. Questa è la novità delle ultime elezioni.

Lei si candiderà?
Io ho un lavoro che mi impegna tantissimo, devo valutare tante cose, non è facile rispondere in questo momento. Dipende dall’evoluzione del mio lavoro. Se dovessi lasciare, lascerei con molto rammarico perché essere protagonisti e fare bene per la comunità sarà sempre il mio obiettivo anche se dovessi rimanere fuori.

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