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Il turismo cresce, ancora. Il nuovo report fornito dall’Ufficio turismo dell’ex provincia regionale di Ragusa, infatti, parla di un aumento delle strutture ricettive negli ultimi quattro anni: si è passati dalle 475 del 2012 alle 643 del 2016. Merito del solito commissario Montalbano, delle bellezze paesaggistiche e architettoniche, della gastronomia e, soprattutto, dell’aeroporto di Comiso. Lo scalo, inaugurato nel 2013, fa registrare un aumento consistente di passeggeri. Ad agosto 2016 – si tratta di dati ufficiali – è stata raggiunta quota 320mila passeggeri (in tutto il 2015 furono 372mila). Tutti i comuni dell’indotto ne beneficiano. Secondo i dati raccolti da “Il Giornale di Sicilia”, anche Santa Croce (assieme alle sue frazioni) negli ultimi quattro anni ha visto nettamente aumentare le sue strutture ricettive: si passa dalle 30 del 2012 alle 39 attuali.

L’analisi comprende gli alberghi, ma anche i residence, gli affittacamere, gli appartamenti per vacanze, i B&B, il turismo rurale, le case per ferie, gli agriturismo. Dato incoraggiante anche per gli altri comuni: Acate aveva una sola struttura nel 2012, oggi ne ha due. Chiaramonte è passata da 10 a 17, Comiso ne aveva 6, oggi ne ha 13. Giarratana conferma l’unico albergo esistente, Ispica sale da 23 nel 2012 ai 30 attuali. Pozzallo ha un incremento lieve: da 48 a 51. Ragusa fa registrare un incremento da 185 a 273. A Scicli si passa da 40 a 56, mentre Vittoria sale da 29 a 40. A Modica si registrano 29 strutture in più. “Sono dati importanti – commenta il presidente della Camera di Commercio, Giuseppe Giannone –, io individuo tre cause che hanno determinato l’aumento del turismo. L’aeroporto gioca un ruolo importantissimo. Ma accanto ad esso c’è l’attrattiva della nostra provincia. Cresce il turismo culturale e quello enogastronomico. La nostra zona ha valorizzare molti prodotti tipici: il cioccolato di Modica, il caciocavallo o la fava cottoia, solo per citarne alcuni. E poi ci sono ristoranti e chef di grande richiamo”. Sull’aeroporto di Comiso, Giannone ha un pensiero preciso: “La struttura c’è, non basta. Bisogna programmare il futuro e pensare agli investimenti”. (foto di Gianni Giacchi)

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