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L’emergenza abitativa sollevata dallo sfratto – al momento rinviato – di Gioacchino Scardino e Concetta Cascone, ha destato l’interesse del movimento dei Forconi. Il suo leader Mariano Ferro si è presentato a Santa Croce giovedì mattina, per dare il supporto alla famiglia e analizzare la situazione attuale: “Quella dei signori Scardino è una situazione emblematica in cui tutte le problematiche si concentrano sotto lo stesso tetto. Un uomo che non lavora e non riesce ad avviare una sua impresa perché impossibilitato, una moglie disoccupata, gli affitti arretrati. E’ una condizione di disagio e povertà assoluta, che lo Stato italiano non può permettersi di ignorare”. Poi un consiglio agli inquilini: “In questo caso è inutile fare casino o proteste eclatanti. Questa casa appartiene a dei proprietari che hanno tutto il diritto di gestirla come preferiscono. Dobbiamo muoverci per trovare un’alternativa prima che la situazione precipiti”.

Ferro non ha peli sulla lingua: “Se arrivano 1000 stranieri, gli alloggi si trovano. Per i poveri disgraziati no. Le responsabilità maggiori non possono ricadere sull’ente Comune, che subisce tagli a tutti i livelli. Ma sul governo centrale, che è il vero artefice di questo suicidio collettivo. Chiediamo al Governo di intervenire con proposte adeguate. Sennò l’alternativa è pignorare migliaia di case e di gettare decine e decine famiglie con bambini, anziani e malati in mezzo alla strada”. Ferro, accompagnato dal portavoce dei Forconi di Vittoria, Angelo Giacchi, annuncia un ritorno in politica: “Stiamo lavorando a un contenitore politico di cui possano far parte le persone oneste. E’ l’unica strada percorribile. Fare la rivoluzione non è più possibile, perché la gente che sta bene si oppone e ci dà addosso. Gli scioperi, all’epoca della globalizzazione, non servono più a nulla. L’unica soluzione è quella politica. Non so se ce la faremo, ma vogliamo provarci. C’è tanta gente onesta che vuole azionare il cervello, mettere in moto la solidarietà e l’umanità, ma al momento non trova un riferimento politico. E i grillini, sotto questo aspetto, sono un’autentica delusione. Se io avessi avuto un gruppo parlamentare di 14 persone, come succede per loro all’Ars, avrei fatto ferro e fuoco. Questi invece non hanno detto una sola parola sull’agricoltura…”.

Giacchi e Ferro, assieme all’ex consigliere provinciale Salvatore Mandarà, si soffermano di fronte ai 18 alloggi popolari di Costa degli Archi, la cui costruzione è iniziata a fine anni ’70. Sono ancora incompleti e appartengono all’Istituto Autonomo Case Popolari, che non ha più completato l’opera nonostante le numerose sollecitazioni del comune di Santa Croce. Gli alloggi, semmai verranno ultimati, non sarebbero rivolti alle famiglie indigenti ma – attraverso la pratica dell’affitto calmierato – assegnati in base al reddito: “Una volta gli IACP davano risposte concrete, oggi la risposta la vedete… Questi sono i classici paradossi all’italiana”.

 

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