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Condannato a 7 anni e 6 mesi, Ignazio Civello, l’ex primario della Divisione di Chirurgia dell’Ospedale “Civile” di Ragusa. La sentenza è stata emessa dal Collegio Penale del Tribunale ragusano (presidente Vincenzo Saito) che, invece, ha assolto gli altri due medici imputati, Rosario Arestia e Ignazio Antonacci, oltre all’imprenditore catanese Sebastiano Raciti, tutti coinvolti nell’indagine denominata “Alpi iblee”. Sostanzialmente i magistrati hanno fatto loro quasi in toto la richiesta del pubblico ministero, Marco Rota, che, al termine della sua requisitoria nella scorsa udienza, aveva invocato per Civello la condanna a 7 anni e 8 mesi, a un anno e 4 mesi per il medico Rosario Arestia, collaboratore di Civello, e l’assoluzione per Antonacci e Raciti. La vicenda era nata da un’indagine dei carabinieri del Nas, nel gennaio del 2011, quando era stato arrestato l’illustre primario modicano, rimasto in carcere per 18 giorni. Secondo l’accusa il chirurgo avrebbe chiesto somme non dovute da malati bisognosi di interventi chirurgici per fare saltare loro le liste di attesa ed essere operati in regime di attività libero professionale intramoenia. Il medico era stato anche nell’equipe dell’ospedale Gemelli di Roma che operò papa Giovanni Paolo II.

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